Insieme agli abitanti, anche la Storia abbandona Mineo

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Si rischia di perdere la collezione del Museo Archeologico, che potrebbe essere trasferita altrove per mancata fruibilità. Cosa intende fare la Soprintendenza?

Dopo la stagione Aloisi, i prossimi anni vedranno una lunga saga di processi in vari tribunali. Siccome bisogna dare lavoro a tanti avvocati, vedremo quante altre imputazioni per abusi, omissioni, negligenze, falso in atto pubblico, corruzione, voto di scambio, appalti truccati, calunnie ecc. si potranno aggiungere nell’anno che rimane fino alla scadenza del mandato.
Ci vuole una bella faccia stagnata, per continuare a chiedere tasse. Visto lo stato di abbandono di ogni settore della vita amministrativa, così mascherati al prossimo Carnevale i politici potranno girare per le strade quando ci sarà la sfilata. Continua a leggere

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Mineo e Villa Santa Margherita, nei Bozzetti siciliani di Luigi Capuana

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Uno scritto giovanile dimenticato, riemerge dagli archivi de “La Nazione”

Il 24 e 25 aprile 1867, sul quotidiano “La Nazione” di Firenze vengono pubblicati due articoli a firma di Luigi Capuana. In effetti si tratta di un unico testo, dal titolo Bozzetti siciliani. Per ragioni di spazio, era stato suddiviso in due puntate.
Capuana non ha ancora compiuto 28 anni. Dopo la formazione letteraria classica e un tentativo poco convinto nella giurisprudenza, già da tempo risiede a Firenze che è la Capitale provvisoria del Regno d’Italia. È il luogo più adatto per cercare la propria strada nel mondo della cultura. Inizia nel giornalismo, come critico teatrale e pubblica sul più importante quotidiano fiorentino un gran numero di recensioni.
L’attività di narratore che diventerà la vera carriera per Capuana si comincia a esprimere nel racconto “sperimentale” Il dottor Cymbalus, da alcuni considerato precoce esempio della moderna fantascienza. Rispetto alla produzione capuaniana di quel periodo, i Bozzetti siciliani sono un intermezzo, una pausa. Nei Bozzetti, Capuana ritorna con la memoria ai luoghi d’origine e propone ai lettori delle classi più progredite della nuova nazione italiana una descrizione precisa dei luoghi ove ha trascorso l’infanzia, con tutti i nomi caratteristici e i momenti vissuti in un contesto agricolo del Meridione ancora intatto, non sfiorato dalla modernità industriale. Continua a leggere

A Mineo “con la mafia bisogna convivere”?

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Il Natale fa tutti più buoni, babbi veri e finti babbi…

«Il Natale quando arriva, arriva! E che dovevamo fare, boicottare questi momenti rituali tanto importanti solo per fare un dispetto alla sindaca? Almeno si sta facendo qualcosa!»
imbroglio-e-imbroglioni_thumbL’amministrazione comunale di Mineo propaga notizie false, mendaci e illusorie sui “grandi eventi e musei aperti” nel periodo natalizio. Il danno è massimo, produce delusioni per i visitatori, che andranno via truffati di un biglietto pagato per visitare che cosa? Ma ci rendiamo conto di che figura ci facciamo tutti, per lasciare il campo a pochi briganti che hanno occupato le istituzioni locali?
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Audiolibro de “La Repubblica” di Platone

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Gli audiolibri si vanno diffondendo e permettono di moltiplicare le occasioni di lettura anche a chi ha poco tempo libero, ma può ascoltare opere narrative o saggistica mentre si trova in viaggio, fa sport o è impegnato nel lavoro. Perciò ho realizzato l’edizione integrale de “La Repubblica” di Platone. Suddivisa in due parti per un totale di oltre dodici ore di ascolto, l’audiolibro utilizza il motore di vocalizzazione “Ivona”.
L’immagine è il grande affresco “La Scuola di Atene” realizzato da Raffaello Sanzio nella Città del Vaticano tra il 1509 e il 1511, su richiesta del Papa Giulio II.

 

Quali cambiamenti al Cara di Mineo, con il nuovo governo nazionale?

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Non sappiamo quale sia la natura del governo che si sta formando in queste ore sotto la guida del presidente del Consiglio designato, Gentiloni. Si dice che sarà all’insegna della continuità con il precedente, quindi non può essere un governo tecnico. Unico cambiamento annunciato finora, qualche spostamento di cariche tra ministri e sottosegretari per far posto al nuovo gruppo che si era unito negli ultimi tempi, quello di ex Forza Italia con il capofila Verdini.
Sembra che al ministero dell’interno non ci sarà più Alfano, ma qualcun altro. E allora, cambiato il premier e cambiato il ministro, cosa cambia per il Cara di Mineo che dipende direttamente dal governo nazionale? Se non faranno nulla, entrambi saranno responsabili di aver proseguito e quindi appoggiato la linea dei predecessori. Continua a leggere

C’erano una volta… i frantoi di Mineo

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Agrippino Todaro, Leone Venticinque

english_version6433_north_218x_transparent-b2Dopo che le olive erano state raccolte, venivano portate al frantoio detto trappitu. Ce ne erano molti più che adesso tra i quali scegliere, sia nelle campagne che su in paese. Il frantoio veniva scelto per diversi motivi: o per pulizia, o per parentela, oppure perché si pensava che rubasse di meno, o ancora perché il frantoio era in un posto nelle vicinanze del luogo di raccolta o della abitazione e c’era meno strada da fare col carico di olive. I frantoi erano locali oscuri, senza aperture e per fare luce si usavano i lumeri, delle lampade quadrate di latta con quattro stoppini agli angoli, alimentati a olio e appesi al soffitto. Continua a leggere

Once upon a time … the mills of Mineo

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Agrippino Todaro, Leone Venticinque

italian_version6433_north_218x_transparent-b2After the olives were harvested, were taken to the mill said trappitu. There were many more now to choose from, both in the countryside and on, in the village. The crusher was chosen for several reasons: either for cleaning, or kinship, or because you thought it would steal less, or because the mill was at a place near the place of collection or home and there was not way to do with the load of olives. The mills were dark rooms without openings and to shed light you used the lumeri, the square tin lamp with four wicks in the corners, fueled by oil and suspended from the ceiling.
Then he made the way you came to the mill, with mules – said viesti – laden with panniers containing olives. Once at their destination, they melted the ropes – operation that was called sprisagghiare. Meanwhile, came the trappitari who helped unload everything. The olives were discharged into the camini, which in ancient times were of masonry containers with flap and were used to keep separate the harvest of each owner of olives. In times closer to us, the olives were put in crates or casciola.
When macinatina start, they took the olives had been deposited and were worn where the grindstone was placed. In ancient times, there was only one round of lava or granite stone, which could then be turned with the force of a blindfolded mule. Thus the grinding wheel wheel turned, crushing the olives with all kernels. There was near a factory worker named mastru di pala, that he was good enough to push the olives under the wheel, while it was in motion.
Having crushed the olives, the paste was put in coffe, the rope bags circular. Then he intervened the mastru di cuonzu, who was an expert to fill the coffe and place them in a stretcher once filled. So were trasportavate from one end of the mill to the press without slough off the pasta. Then the coffe were arranged one above the other, to form a stack in the press made of wood. At that point, many workers were given voice and pushed together. By dint of arms, the press was running out. By pouring coffe all the liquid, which was the water mixed with olive oil. There were mills clutching them twice and said they passed them a mamma e a figghia, that is the best oil from the first pressing and after the second, less valuable. The dripping there all in a container and, after a while ‘time, the oil had risen to the surface was collected. The operator had to be careful not to take well water, together with the oil. The fruit of much work and labors was placed in the zinc quartara, but before was measured with mienzu cafisu (about 10 liters), which in ancient times it was the unit of measurement for the oil.
At the end, before leaving with his oil, the owner of the olives had to reward the work of the crusher. Was a payment in kind, with a part of the product: a quarto for each salma of olives. The salma was a unit of measurement of the volume and every salma was equivalent to 32 tumuli. So it was paid the macinatina price. In addition to that, the owner also gave due to trappitari ie to the workers. They belonged to a tradition of oil pitcher – u sanfucale – and someone to generosity he left two or three, and then he could go on.
So many things were happening in the mill, which still someone remembers. Those who worked in the mill had a very hard and had to eat well, then the mastro di pala or the mastro di cuonzu said to the owner of the olives to bring a big plate – u ‘fanguottu – pasta or lasagna. The dressing was made with broccoli, grated cheese and chili. But it happened that among the workers, there were those who urged him to put more chili, na manciata supecchiu. There were others who liked the spicy little and then made sure that those who liked it were not eating less, and so the first was left more, to eat.
In the days of the most intense of the mill work, as there were no breaks because the work was slow and many were waiting to take the olives. So it happened that some very tired worker fell asleep somewhere inside the mill, over the sacks of olives or on top of the heap of nuozzolo, ie the pits squeezed and set aside. He not lacking those who meanwhile had always joking and simulated a beautiful scene, for fun. They took the lamps and oil were lit around the unsuspecting guy who was fast asleep. In the darkness of the mill, the scene looked like a dead man. Then they sent and called the relatives, as if it were really dead. Among the cries of despair of his loved ones, “the dead” would wake up. Those could not believe their eyes, while “dead” remained stunned and surprised, before he realized what was happening. With all these candles around and relatives to cry, could it really be that so suddenly without realizing, had gone already in the other world and was watching his own funeral?

E ora, dimissioni pure per Crocetta!

Il risultato del voto nazionale ha portato alla fine del governo Renzi. Sappiamo che la Sicilia ha espresso in modo ancora più chiaro la contrarietà alle politiche renziane con un 70 per cento, che in certe province è stato anche superato. La bocciatura secca deve necessariamente coinvolgere anche i soggetti locali che hanno fatto da facilitatori e mai si sono opposti alle decisioni calate da Roma. Ricordiamo per ultimo il piano di riordino sanitario, che con buona probabilità modificherà in peggio le statistiche sulla mortalità in Sicilia. Ma l’elenco sarebbe lungo e in questo preciso momento, poiché u ferru stira quannu è cauru, subito dall’Isola deve levarsi una sola voce chiara e altissima: Crocetta vai a casa! Il ricatto della presunta ingovernabilità, del chiedersi smarriti “e ora che si fa, in che mani finiamo, ora arriva Salvini” e cose del genere non deve avere spazio perché viene portato avanti da chi dimostra di credere poco nella democrazia e è figlio del ricatto che per oltre mezzo secolo ha bloccato il Paese sotto la monopolistica e filomafiosa gestione democristiana, con la scusa che se no arrivavano i comunisti. Cambiamo pagina, portiamo avanti con coraggio le migliori opzioni programmatiche per una Sicilia da tempo ai margini della civiltà per il lungo abbandono economico e sociale, una Sicilia da cui chi può scappa, come del resto dall’intera Italia si è ricominciata una emigrazione di massa soprattutto a danno delle forze migliori, dei giovani istruiti e più intraprendenti. Continua a leggere

“I remember when my father and my brother built a house”

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A story told by Agrippino Todaro

italian_version6433_north_218x_transparent-b2I remember at that time I was still small. always I accompanied my family in farm work. The land that we were cultivating was a bit far from the village, there was some way to go and you could not go back every day for the long journey. So it was that one time, my father made the decision that was made a dwelling place. We could have stayed there all week and even longer if necessary.
He was chosen a point, in the midst of the land that was slope. The hill protected from the cold north wind. After that, it started with my older brother to bring so many stones, collected in the surrounding area. Large and small, all were helpful and also freed the land for work with the plow. Continua a leggere

“Mi ricordo quando mio padre, con mio fratello costruirono una casa”

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Una storia raccontata da Agrippino Todaro

english_version6433_north_218x_transparent-b2Mi ricordo che a quel tempo ero ancora piccolo. Accompagnavo sempre la mia famiglia nei lavori di campagna. Il terreno che stavamo coltivando era un po’ lontano dal paese, c’era parecchia strada da fare e non si poteva tornare tutti i giorni per il lungo cammino. Fu così che una volta, mio padre prese la decisione che andava realizzata una abitazione sul posto. Lì avremmo potuto fermarci per tutta la settimana e anche di più, se necessario.
Venne scelto un punto, in mezzo al terreno che era in pendio. La collina riparava dal freddo vento del nord. Dopo di che, si misero con il mio fratello maggiore a portare tante pietre, raccolte nei dintorni. Grandi e piccole, tutte facevano comodo e liberavano anche il terreno per fare i solchi con l’aratro. Continua a leggere