Cucinella si sgombera. Sarà “social housing” o Librino 2?

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2010.07.13 – Mentre nel Calatino (e più in generale nel Paese) le strutture che si reggono sulla spesa pubblica – centri anziani, asili nido, ecc. – vanno riducendosi per effetto dei continui tagli economici, si immagina per il Residence degli Aranci una destinazione d’uso avente finalità sociali, con la partecipazione delle quindici amministrazioni comunali della zona nonché della Regione per l’imprescindibile sostegno finanziario. Le quattrocento unità abitative potrebbero diventare altrettante case popolari. Al riguardo si rileva da un lato il forte ritardo con cui si sta dando vita al dibattito – a meno di un anno dall’annunciato sgombero – e dall’altro l’esistenza di rischi concreti che esempi consimili hanno già impresso nella memoria condivisa. In sostanza si pensa di convogliare e ammassare in un  quartiere isolato, con tutte le incognite derivanti, un certo numero di famiglie già gravate da problemi di ogni genere. Ogni giorno che passerà prima che la struttura venga riutilizzata determinerà un degrado fisiologico ma anche doloso (furti, vandalismi, devastazioni) che aumenteranno le spese per il recupero. In seguito, qualora si realizzi concretamente un progetto di insediamento abitativo popolare corredato da servizi pubblici, sarà forte il rischio che  le prevedibili ristrettezze finanziarie dei vari enti coinvolti portino al cattivo funzionamento e alla chiusura dei suddetti servizi, indispensabili per un luogo che non vede nelle vicinanze alcuna presenza di tessuto residenziale e commerciale già consolidato. La conseguenza di una simile deriva porterà in breve tempo Cucinella a somigliare ai molti orrendi ghetti della disperazione e della violenza sparsi nel territorio nazionale, costruiti con tanto ottimismo e rivelatisi inferni a cielo aperto  da radere al suolo per cancellare anche la memoria degli errori commessi – si veda questo breve articolo che riepiloga i casi più gravi.


Che fare?
Occorre che lo sgombero della base di Cucinella non avvenga prima che sia ben chiaro quale soggetto responsabile si prenderà cura dell’area – e per farne cosa. La presenza degli attuali occupanti o di un soggetto custode va mantenuta. Anche senza far pagare l’affitto. Anche pagando, se necessario, per preservare un bene di grande valore ma così esposto allo scempio. In secondo luogo utilizzare il prezioso tempo guadagnato per individuare soluzioni che uniscano la pubblica utilità con la sostenibilità economica, che siano cioè quantomeno autosufficienti sul piano finanziario, se non fonte di introiti per le casse delle amministrazioni – in primis il Comune di Mineo. Accanto al più ampio dibattito sull’argomento, è importante che si dia al problema la più estesa visibilità con iniziative di comunicazione per sollecitare l’attenzione di tutti i soggetti – in particolare imprenditori privati economicamente solidi – interessati a cogliere le indubbie opportunità che Cucinella offre, muovendo nella giusta via di fronte al bivio tra il probabile degrado e un possibile sviluppo.

Leone Venticinque

Si veda in proposito il seguente articolo, pubblicato su “La Sicilia” di lunedì 12 luglio 2010, p. 51

Residence degli Aranci a fini sociali
Dieci anni fa si salutava l’arrivo degli americani nel “Residence degli Aranci” in contrada Cucinella a Mineo: trascorsi due lustri, si preparano le cerimonie di addio. A quanto pare, sono mutate le politiche del governo Usa, che dal prossimo mese di aprile 2011 non rinnoverà l’affitto lasciando vuote le oltre 400 unità abitative costruite dall’impresa Pizzarotti. E ora ci si chiede: che fare? Di tutto ciò si è parlato durante il seminario sul tema “Welfare Mineo: sussidiarietà, promozione e sviluppo”, tenutosi a Mineo nei giorni scorsi. Particolarmente interessante è stato l’intervento dell’ingegner Aldo Buttini, amministratore delegato dell’impresa Pizzarotti & C., il quale ha illustrato i vantaggi offerti dal decreto Tremonti – Matteoli per la partecipazione in private equity ad iniziative di social housing in Italia.
In pratica, è stato proposto al territorio un progetto di riconversione del Residence degli Aranci, per offrire ai 15 comuni del comprensorio del Calatino Sud – Simeto la possibilità di impiegare il complesso abitativo per finalità sociali. Idea sostenuta anche da Paolo Ragusa, presidente del Consorzio Sol.Calatino Scs, nel suo intervento presentando il “Patto territoriale dell’economia sociale del Calatino Sud – Simeto”.
Il sindaco di Mineo, Giuseppe Castania, ha posto l’accento sulla necessità di promuovere nuovi modelli di welfare sostenibile e garantire che sia gli enti locali, ma anche la Regione siciliana, sappiano fare insieme sistema per meglio cogliere le opportunità offerte dal progetto di Social housing, oggetto dell’incontro.
L’iniziativa sembra aver colto l’attenzione e l’interesse da parte dell’ assessore regionale al Lavoro, Lino Leanza. Intervenuti anche Roberto Zafarana e l’Assessore del Comune di Mineo Giuseppe Biazzo; Ivana Galanti, consulente sociale dell’impresa Pizzarotti; la dottoressa Pellegrino e Roberto Ortoleva dell’Asp 3 di Catania, l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Militello in V. C., Giuseppe Pollina, Sergio Gruttadauria, consigliere della provincia regionale di Catania, che ha portato i saluti dell’amministrazione provinciale e dell’assessore alle politiche sociali Giuseppe Pagano.

Giuseppe Centamori

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8 pensieri su “Cucinella si sgombera. Sarà “social housing” o Librino 2?

  1. Ritengo che Lei poco conosca i fatti legati alla riconversione del Mineo residence . Si ricordi che costruire è meglio che distruggere e questo vale anche nei progetti come anche nelle idee.
    Il mineo residence è una proprietà privata che non sarà mai abbandonata, come lei penso non avrà mai pensato di abbandonare un bene personale. La struttura è semplicemente oggetto di un’utilizzo diverso da quello attuale, con l’intenzione di mantenere sempre quel paradiso paesaggistico e condominiale che contraddistingue le nostre gestioni. Un fruitore attento——–

  2. Credo che alla Pizzarotti, in mancanza di acquirenti, convenga comunque disfarsi del “pene personale”, in caso di mancato utilizzo dovrà comunque pagare oneri (ICI o quello che sarà) al comune di Mineo? O forse mi sbaglio? Così come stanno le cose credo che alla Pizzarotti convenga o che gli enti pubblici acquiscano il residence a un prezzo simbolico (per farci cosa? boh… non riesco proprio a immaginare nulla di sensato!) o lo donino a qualche ente religioso… che tanto sa fempre comodo… Beh si potrebbero offrire come unità abitative agli aquilani oppure come sede del prossimo G8… Vedremo….

  3. LA DOMANDA E’LECITA:
    One Response to Cucinella si sgombera. Sarà “social housing” o Librino 2?
    Aspettiamo e confidiamo!

  4. una vera occasione da sfruttare al massimo
    fare da questo magnifico residence un super
    centro per persone anziane da ospitare da ogni parte
    d’europa ,il clima da noi e super e la gente ama passare anche lunghi periodi fuori dalla vita normale
    ma una cosa seriaaaaaa

  5. Ritengo inutile continuare una discussione sul Mineo Residence su una base di totale disinformazione.
    Il Mineo residence non sarà mai un ghetto, non sarà un’agglomerato popolare, l’IACP è un’altra cosa, non sarà vangdalizzato e non sarà venduto a prezzo simbolico !
    Il Mineo Residence è un’oasi residenziale che continuerà a garantire servizi ed occupazione. Propositi ed idee sono le benvenute, dispensateci di inutili e labili commenti. grazie

  6. “Il Mineo residence non sarà mai un ghetto, non sarà un’agglomerato popolare, l’IACP è un’altra cosa, non sarà vangdalizzato e non sarà venduto a prezzo simbolico !”
    Caro GV, alla luce di quel che è successo (marzo 2011) mi sa che:
    01. il residence è più che un ghetto;
    02. vero, non ha niente di popolare
    03. Non è stato venduto a un prezzo simbolico, ma “requisito” a un prezzo da quantificare…
    Ma l’ICI la pagherà la Pizzarotti o lo Stato (d’Emergenza)?

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