La beffa dei quindici. Qualche domanda senza risposta

di Leone Venticinque

Come è potuto accadere? Come hanno potuto i sindaci di Mineo, Caltagirone e degli altri comuni più vicini al Residence degli Aranci sedersi a un tavolo dove avrebbero avuto pari diritto di voto e lo stesso peso decisionale rispetto a comuni come San Cono o Raddusa, che in ogni caso saranno coinvolti poco o per nulla dalla questione? Che dire del sindaco di Palagonia, che da tempo si è dimesso ma non ha voluto mancare all’incontro per lasciare ai concittadini questo regalo? E il Comune di Mineo come può consentire che altri comuni decidano su quanto dovrà avvenire sul suo territorio, decisione imposta a maggioranza che poi – complice il presidente della Provincia di provata fedeltà al governo di Roma – è stata spacciata all’opinione pubblica come se fosse una serena e concorde volontà favorevole del Calatino?
Andiamo avanti. Come hanno potuto sindaci come quello di Scordia o Militello esprimersi senza aver consultato la propria opinione pubblica, i propri cittadini, a differenza di quel che è avvenuto a Mineo e Caltagirone anche con raccolte di firme e un dibattito aperto attraverso Facebook?
Alla “beffa dei quindici” che così si è consumata si aggiunge in queste ore un fatto grave, se verrà confermato dalle fonti d’informazione. Nella presentazione del progetto governativo si era parlato, ribadendolo più volte, di richiedenti asilo politico già ospitati in Italia dalla rete dei centri di accoglienza. L’idea, contestata dai responsabili di tali centri che dipendono dall’Alto Commissariato per i Rifugiati, era di concentrare a Mineo queste persone per rendere disponibili i centri diffusi a ospitare i nuovi arrivati. E invece proprio stamattina una breve notizia informa che nel “Villaggio della Solidarietà” a Mineo verranno trasferiti proprio gli ultimi arrivati, con un cambio di programma dell’ultimo momento che ha il sapore della presa in giro nei confronti degli amministratori locali, i quali con una buona fede che appare decisamente ingenua e sprovveduta avevano dato credito agli interlocutori di Roma, quegli stessi interlocutori che fin dal primo giorno avevano dato una chiara prova di disprezzo nei loro confronti visitando il Residence senza nemmeno farsi annunciare, come è noto. Naturalmente gli Amministratori di Mineo e degli altri comuni potrebbero impugnare questo cambiamento di programma che di fatto costituirebbe un mancato rispetto degli accordi appena presi, ma è molto dubbio che vorranno farlo, forse contenti di parcheggiarsi nel quieto rammarico di chi “ha fatto tutto il possibile” e quindi è a posto con la coscienza e attende con noi quel che il destino vorrà far cadere sulla nostra terra.
Staremo a vedere anche quanto verrà mantenuto della promessa delle “positive ricadute economiche sul territorio”, che magari pur rimanendo tanto vaghe e imprecisate potrebbero aver “ammorbidito” qualche sindaco con le casse comunali vuote.
A questo punto i margini d’azione sono davvero molto ridotti. Difficile se non impossibile chiamare a una mobilitazione generale, vista la consolidata apatia di una cittadinanza che è stata abituata negli anni a non sentirsi coinvolta nella cosa pubblica, “roba da addetti ai lavori”. D’altra parte è importante che quello che è successo almeno sia chiaro agli occhi di tutti i cittadini-elettori di quei sindaci che hanno votato a favore, di modo che – se lo vorranno – possano chiedergliene conto in ogni sede possibile, fino alle prossime elezioni locali. Per esempio, nella scelta del sindaco di Scordia ha forse pesato l’appartenenza allo stesso partito del Presidente del Consiglio Berlusconi?
Questa vicenda ci rende tutti un po’ più sudditi e un po’ meno cittadini. A futura memoria, gli elettori tengano presente che ogni promessa elettorale, ogni dichiarazione di programma sarà pronunciata da persone che hanno dato prova di avere molta meno autorità di quanto si potesse credere.

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5 pensieri su “La beffa dei quindici. Qualche domanda senza risposta

  1. Caro Leone,
    vedi che le mie perplessità si sono rivelate fondate, ci sono no che di fatto sono dei si a condizioni….., e dei si frutto di altre logiche oltre che di scarso interesse.
    Sulla geografia politica dei sindaci e sulle rispettive collocazioni politiche ci sono però molte imprecisioni, contattami prima la prossima volta potrò aiutarti a capire.
    Una su tutte il Sindaco di Palagonia era presente, non vi è alcun commissario, non si spiega come abbia potuto votare a favore il comune, secondo me, su cui più impatterà negativamente la venuta dei rifugiati, amministrazione a guida MPA e PD, mi pare che il governatore Lombardo sia contrario??????

  2. Ciò che deve fare riflettere è il dato fornito dai voti dei sindaci dei Comuni del Calatino più distanti rispetto al comprensorio del Villaggio degli Aranci. Credo sia assolutamente grave l’esprimersi in tale direzione disinteressandosi dei problemi che potrebbero emergere nei Comuni “direttamente” interessati. La contropartita delle “ricadute economiche” proposta dal Ministro Maroni è stata ben più convincente delle paure dei cittadini dei cinque Comuni contrari. I nostri territori vivono da sempre in condizioni di disagio economico e sociale proprio per queste motivazioni: ognuno segue i propri interessi a qualsiasi costo, l’unione e la condivisione di problematiche comuni risulta fuori dalle logiche.
    Riguardo al cambio di programma, non ho avuto dubbi sin dall’inizio. Anche i numeri che si vociferavano (7000 rifugiati) agli inizi dell’emergenza riemergeranno prepotentemente con il passare del tempo. In tutto questo si avalla sempre la politica filo-padana del Governo nazionale e si offuscano sempre di più gli interessi e le istanze del Meridione in generale e della Sicilia in particolare. Continuare su questa strada significa arretrare sempre di più e uccidere definitivamente le piccole speranze di sviluppo della popolazione locale.

    Antonino Calì
    Presidente Nazionale del Movimento per il Sud
    Assessore alle Attività Produttive, Commercio ed Artigianato del Comune di Ramacca

  3. da menenino non riesco a capire per quale motivo devono essere altri comuni a decidere delle sorti del nostro territorio ,e per lo piu comuni lontani, posso capire i comuni vicini ma gli altri?
    in ogni caso come al solito di leale non ce niente ,la sola cosa che nella nostra zona ci stanno portando solo guai seri e basta
    questa gente bisogna aiutarla MA NELLE SUE NAZIONI io ho passato la metta della mia vita all’estero ma se non avevo il lavoro venivo buttato fuori avete capito o no. questa gente viene solo per fare danni e il tempo mi dara raggione vedrete. giuseppe polverino

  4. Non penso assolutamente di essere emulo del grillo parlante ma ancor prima che si riunissero i sindaci del calatino avevo suggerito, al nostro oculato sindaco Pignataro, di farsi promotore dell’iniziativa di un sumit da lui presieduto(comune maggiore)onde prevenire l’infausta decisione di slabbrare definitivamente quel poco di economia di sopravvivenza residua con la trasformazione del residence ex NATO in un lazzaretto per fuggiaschi dalla miseria.
    E’ totalmente ipocrita chi sostiene che sono fuggiaschi politici basta solo ascoltare le loro dichiarazioni,il loro abbigliamento,le imperiose richieste di vitto e alloggio e soprattutto la volontà di scappare da paesi dove si lavora per pochi euro al giorno.Sono giovanissimi al 99% maschi, quasi goliardici studenti in gita di piacere a Parigi. E allora signori 15 spiegate a noi cittadini quali briciole di economia apporteranno ai nostri territori e alle casse comunali.Ebbi a scivere che le promesse che avrebbe formulato Maroni non potevano essere accolte se non con DINIEGO perchè provenienti da un membro di un governo BUGIARDO e infame e soprattutto perchè al ministro degli interni non frega un tubo l’avvenire delle nostre popolazioni e tantomeno dei”rifugiati”.MARONI può essere tronfio del successo ottenuto perchè si sarà detto: questi coglioni di meridionali continuano ad inghiottire tutte le balle che promettiamo loro; prima il ponte,le autostrade e quant’altro
    ora gli immigrati; ma quel che più conta, è non fare invadere la PADANIA dalle cavallette del deserto. I nostri sindaci fanno finta di cadere dalle nuvole ma dovranno rispondere a tutti i braccianti,manovali generici e non solo che non troveranno più neanche le briciole, perchè i ragazzi del nord Africa lavoreranno per pochi euro. Chi incasserà è il proprietario del residence,qualche ditta di servizi e poi?….IL DESERTO

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