Da Caltagirone si torna a contestare il “Villaggio della Solidarietà”

Registrazione audio integrale (QUI il file in formato mp3) dell’incontro di mercoledì 13 aprile 2011 a Caltagirone, “Io non ho paura – storie di accoglienza mediterranea”, organizzato dall’associazione “Magma – Idee in Movimento” al Palazzo Ceramico (ex Palazzo Reburdone). Archiviazione multimediale a cura del Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima.

0:00:00 – Vincenzo Alberghina, associazione Magma
0:03:50 – Leone Venticinque, Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”
0:10:55 – Salvatore Agueci, presidente associazione Italia-Tunisia
0:31:30 – Hassan Maamri, responsabile immigrazione Arci Sicilia
0:47:00 – Fulvio Vassallo Paleologo, giurista
1:10:00 – Ilaria Iovino, Centro Astalli Catania
1:18:30 – Patrizia Buonamici, “Save the Children”
1:37:35 – Cristina Navarra, assessore alle politiche sociali Comune di Caltagirone
1:55:10 – Erasmo Palazzotto, coordinatore regionale di “Sinistra Ecologia e Libertà”

Intervento di Leone Venticinque in rappresentanza del Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”:

Buonasera a tutti, un ringraziamento all’associazione Magma e in particolare all’amico Francesco Alparone per avermi invitato a partecipare all’incontro di oggi, in qualità di promotore e di rappresentante del Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”.
Sono ormai due mesi che il Comitato si sta occupando di quello che il governo di Roma ha voluto chiamare “Villaggio della Solidarietà”. Nel corso del tempo la volontà che abbiamo espresso nel nostro paese e anche in rete, attraverso il portale di documentazione civica “Qui Mineo”, è stata sempre la stessa: il luogo in cui è stato realizzato il villaggio, riutilizzando il “Residence degli Aranci”, per le sue caratteristiche strutturali e soprattutto per la posizione geografica in cui si trova, non è compatibile con gli obiettivi di accoglienza e di integrazione che dovrebbe avere. Chi lo ha abitato nello scorso decennio aveva un lavoro, aveva uno stipendio, aveva un’automobile per spostarsi; tutte cose che gli ospiti attuali non hanno, come sappiamo. Il “Villaggio della Solidarietà” è un grande ghetto, distante e separato da tutti i centri urbani del Calatino. È un luogo di segregazione che assegna a chi vi è stato deportato contro la sua volontà il triste marchio degli indesiderati e dei dimenticati. Le continue fughe, per chi è in grado di proseguire verso nord, sono la conferma di questa analisi e ci portano a ribadire oggi, come dal primo giorno, che la smobilitazione e la chiusura del villaggio è obiettivo urgente e prioritario.
Il villaggio deve essere chiuso quanto prima perché non serve, perché moltiplica ogni tipo di rischio, perché amplifica i disagi che avrebbe dovuto evitare. Fatto altrettanto importante, il villaggio deve essere chiuso quanto prima perché alimenta meccanismi clientelari assolutamente opachi che ancora una volta ripropongono in queste terre il miraggio odioso di un po’ di lavoro mal pagato e concesso in cambio del voto, in cambio della propria libertà, in cambio della dignità di cittadini siciliani costretti dal bisogno.
Nel Calatino troppe incertezze, troppi tentennamenti incomprensibili hanno finora diviso le forze che si dovevano impegnare per la chiusura del villaggio. Rimane nella nostra memoria l’incancellabile “beffa dei quindici”, quel voto che ha visto i due terzi dei sindaci pronunciarsi a favore di un progetto assurdo. Cosa li ha guidati a agire così? Forse la loro scarsa lungimiranza, o forse peggio? Fedeltà e dipendenze verso chi governa a Roma? La tentazione di sedersi al tavolo delle spartizioni? È anche per questi motivi che non dobbiamo dimenticare le prossime elezioni amministrative, quando i cittadini si esprimeranno valutando il comportamento dei loro amministratori. Sia ben chiaro che essere apolitici e trasversali nel lavoro del Comitato, affiancando tutti i compagni di strada per raggiungere l’obiettivo della chiusura del villaggio, non significa togliere valore alla democrazia rappresentativa, che si rafforza con gli strumenti della democrazia diretta ma da quest’ultima in nessun caso può essere sostituita. La democrazia diretta usa l’informazione, le conferenze stampa, le raccolte delle firme, le manifestazioni di massa per incoraggiare gli amministratori locali a fare sempre meglio il loro lavoro, alla luce del sole. Anche i partiti politici vengono stimolati a impugnare una questione come questa con impegno costante, piuttosto che limitarsi a episodiche apparizioni che valgono meno di un manifesto abusivo nella caccia ai consensi elettorali e lasciano intatti i problemi.
Oggi tutta l’Italia conosce Mineo e il suo ignobile “Villaggio della Solidarietà”. Già abbiamo registrato segnali di incertezza da parte di chi l’ha voluto, con il passaggio delle responsabilità dal “Commissario straordinario” al prefetto di Catania, dalla Croce Rossa alla Protezione Civile. Localmente il Pdl e la Destra si sono spinti ben oltre il loro recinto di appartenenza che imponeva l’accettazione acritica e il plauso di qualsiasi cosa viene dal governo nazionale attuale. Aiutiamo anche il presidente della Provincia Castiglione a recuperare la stima dei suoi elettori. Una stampa libera, un’informazione senza padroni dovrebbe mettere sotto al naso di Castiglione il microfono e chiedergli: “Presidente, è sempre convinto che un luogo nel quale cinquanta euro a persona elargiti ogni giorno dallo Stato italiano non bastano neanche a dare un rasoio agli uomini e un assorbente per le donne, è questo il luogo che era “modello da indicare a tutta l’Europa” di cui il vostro governo andava dicendo? Lei vuole abbassarsi a tal punto da coprire un tale squallore? Lei, il suo Popolo delle Libertà e tutte le altre forze politiche che operano qui siete complici di ciò che non denunciate.”
E dunque, per i profughi e per i migranti, per gli abitanti del Calatino, per la buona amministrazione che ancora fatica ad affermarsi, a nome del Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero” mi rivolgo alle persone che finora si sono impegnate in questa lotta perché proseguano, con rinnovate energie, ognuno a suo modo, facendo crescere gli strumenti e i metodi della democrazia diretta che ogni giorno combattono contro le paure e portano nuova linfa vitale al corpo della nostra società. Grazie.

Anastasio Gulizia, Parliamo d’Immigrazione, “L’Obiettivo”, anno VIII, n. 6 / 122, 6 maggio 2011, p. 5

Organizzata da Magma l’unica conferenza cittadina su un tema caldo di questo tempo: l’immigrazione.

Caltagirone. 13 Aprile 2011. Presso i locali del palazzo “Ceramico”, l’associazione Magma si fa promotrice di una conferenza sull’immigrazione dall’eloquente titolo “Io non ho paura. Storie di accoglienza mediterranea”. Il tema trattato, a doppio filo legato con la stretta attualità di questi giorni, ci ha spinto a seguire la conferenza. A prendere la parola è il moderatore Vincenzo Alberghina, il quale nell’introdurre il tema parla di “una condizione di emergenza, procurata da precise scelte politiche: forse per fini elettorali, forse per diffondere una cultura xenofoba e razzista.” Una crisi, quella di Lampedusa, che sarebbe creata ad hoc dal governo nazionale per “baipassare tutte le regole sociali e le leggi in vigore.” Questa la disamina di Alberghina. Concluso il suo intervento la parola passa a Leone Venticinque, giornalista e membro del comitato cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”, il quale boccia la soluzione del Villaggio di Mineo. “E’ un ghetto. Un luogo di segregazione non compatibile con i fini di solidarietà e accoglienza” afferma Venticinque chiedendosi retoricamente se il tentativo dei “15” (sindaci del calatino) di far chiudere il villaggio, non sia fallito per connivenze politico-clientelari. Salvatore Agueci, presidente dell’associazione Italia-Tunisia, dopo aver collocato la tematica nella cornice comunitaria, richiama alle sue responsabilità l’Unione Europea e la sua disunione “ognuna delle 27 nazioni non è interessata al problema, ognuna segue una sua politica” analizza Agueci per il quale se l’Europa si rifiuta di rispondere, sbagliata è la risposta italiana che adottando una politica “Contraddittoria e antisociale” sbaglierebbe i presupposti di fondo della sua azione “la cacciata coercitiva degli immigrati produce reazioni violente e spreco di denaro”. Si passa di seguito a criticare l’assenza di accoglienza dell’Italia. A parlare è Hassan Maamri, responsabile regionale immigrazione ARCI. “Generalmente poniamo un questionario agli immigrati – spiega – e alla domanda: hai un amico italiano? Rispondono sempre di no.” Restando 6 mesi in media confinati in quei campi, argomenta Maamri, è impossibile integrarsi con le comunità locali. Se Fulvio Vassallo, giurista di Palermo, sottolinea episodi di illegalità nelle operazioni di rimpatrio, Patrizia Buonamici, avvocato e membro del project officer Sicilia Save the Children denuncia l’inesistenza di un sistema di rete in grado di affrontare le problematiche generali dell’immigrazione e soprattutto quelle legate ai minori. A dichiararsi d’accordo con la chiusura del centro di Mineo anche l’assessore Cristina Navarra: “Non c’è accoglienza. Non c’è sicurezza. Non c’è solidarietà”.
A fronte di una politica nazionale sbagliata e di una regionale inesistente, la Navarra rivendica i meriti dell’azione comunale: “Abbiamo aderito al progetto Anci, per i minoi e ai finanziamenti SPRAR.” Questo, unito al coinvolgimento del volontariato del terzo settore, avrebbe permesso la vera accoglienza nella nostra città.
“Lampedusa, Mineo: sono i luoghi in cui muore la nosta civiltà”. Così si appresta a concludere la conferenza il segretario di SEL, Erasmo Palazzotto, il quale condanna senza mezze misure i centri di accoglienza definiti dei Lagher, accusando Berlusconi e Lombardo di aver inscenato un teatrino a Lampedusa.
Eravamo andati a sentire una conferenza su un tema importante. Una conferenza dalla dignità istituzionale e sociale, leggendo i nomi di chi sarebbe intervenuto. Forte l’impressione, invece, di aver assistito ad una conferenza di partito.
A dare conferma del dubbio, l’assessore Alparone: “E’ stata a tutti gli effetti una iniziativa di SEL. Abbiamo dovuto mettere il marchietto di Magma per bypassare quel piccolo ostacolo (veste formale e istituzionale ndr) che avrebbe impedito la presenza di due figure autorevoli come i responsabili del centro Astalli e Save the Children”.
Nel panorama calatino questa è stata l’unica conferenza che ha trattato questo tema e ciò è comunque un merito degli organizzatori. Non mancano certo gli spunti di riflessione che a termine della conferenza, inducono a riflettere: se c’è un appunto da muovere, il fatto di non aver affrontato a 360 gradi il tema, rinunciando ad un contraddittorio che avrebbe di certo conferito ancor più spessore all’iniziativa.

[nota: l’autore del presente articolo non è informato degli incontri pubblici che si sono svolti a Mineo il 19 marzo (“Accoglienza – la parola a chi la fa“) e il 27 marzo (“Un microfono aperto al Circolo Capuana“), oltre al consiglio comunale in seduta aperta organizzato davanti al Villaggio il 25 febbraio (vedi articolo)]

Foto di Gaetano Pace

Comunicato stampa:

Di invasioni apocalittiche ancora non se ne vedono, vediamo tanta umanità sofferente fuggire da terre devastate dalle guerre e dalle dittature. A causa di tali disperate condizioni la fuga non si ferma, solo la morte può farlo definitivamente. Così è accaduto ieri, in mare, di fronte alla Guardia Costiera, in acque SAR di competenza maltese, 250 tra uomini, donne e bambini sono affogati in quel canale di Sicilia che sommerge tanta morte disperata senza nome.
Questi uomini e queste donne meritano di vivere in pace, di non dover fuggire, di lavorare, andare a scuola, di poter tornare a sorridere, di non veder spezzati i propri legami. Meritano soccorso e accoglienza umana.

L’ Ass. Magma Idee In Movimento convinta che un’altra politica sull’immigrazione è possibile, vi invita a parlarne con:

Leone Venticinque – Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”
Salvatore Agueci – Pres. Ass. Italia – Tunisia
Hassan Maamri – Resp. Reg. Immigrazione ARCI Sicilia
Ilaria Iovino – Centro ASTALLI Catania
Fulvio Vassallo Paleologo – Giurista
Patrizia Buonamici – Projet officer Sicilia SAVE THE CHILDREN
Cristina Navarra – Ass.re Politiche Sociali Comune di Caltagirone
Erasmo Palazzotto – Seg. Reg. SEL Sicilia

Associzione culturale Magma Idee In Movimento – Via Roma 40 – 95041 – Caltagirone

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