“Villaggio della Solidarietà” – Mineo lanci un segnale forte agli altri comuni del Calatino, o taccia per sempre

di Leone Venticinque, per il Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”

<< Ora là c’è uno stato di calma apparente, ma se non si provvede quanto prima si corrono molti rischi. Al Villaggio non c’è neanche un televisore e sabato sera cento persone sono salite a Mineo per vedere la partita. Dentro al Villaggio ci sono dei containers adibiti alla socializzazione che però sono rimasti inutilizzati. […] Le tensioni sono gli effetti, noi dobbiamo pensare alle cause. Spero di poter avere un nuovo incontro col ministro. O si dichiara fallito questo progetto, oppure gli va data concretezza. >>

Di fronte ai problemi che il “Villaggio della Solidarietà” ha creato, il sindaco di Mineo si sente solo. E’ lui stesso a dirlo. Se nella lettera del 26 maggio era tornato a lamentare la mancanza di interlocutori ai livelli istituzionali più elevati – dal prefetto di Catania fino al governo nazionale – nella seduta del consiglio comunale di lunedì 30 maggio 2011 Giuseppe Castania ha rivolto chiare parole di critica ai propri omologhi del Calatino, cioè gli altri quattordici sindaci che a suo tempo furono dotati di un potere tutt’altro che legittimo, messi a sedere allo stesso tavolo per votare a favore o contro un progetto governativo che di fatto coinvolgeva soprattutto il Comune di Mineo e spalleggiando così una imposizione che aveva visto esprimersi in senso contrario proprio il primo comune interessato, quello di Mineo. Su questo fatto – la più volte ricordata “beffa dei quindici” – la polemica avrebbe potuto e dovuto essere ben più decisa di quanto in effetti è stata, se si fa eccezione per i comunicati del Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”.
Attualmente, come denuncia Castania, dopo aver contribuito alla creazione del problema i “primi cittadini” di quest’area hanno cancellato dalla propria visuale il “Villaggio della Solidarietà”. Potranno continuare finchè vorranno su questa linea di proterva indifferenza se non si verrà a determinare un qualche prezzo politico sufficientemente alto da indurli a un tempestivo ripensamento. Nel primo turno delle elezioni amministrative di Ramacca il Pdl è stato penalizzato e non si può escludere che una parte dei voti persi sia legata proprio alla installazione di quel “Villaggio della Solidarietà” che il Pdl ha voluto, con un insigne Salvo Pogliese che fin dall’inizio si lanciava temerario nel definire il Residence degli aranci << una struttura di primo piano con tutte le caratteristiche per svolgere alla perfezione il compito d’accogliere i migranti […] la ritengo quindi un’ottima soluzione >> (vedi comunicato), per tacere qui delle entusiaste dichiarazioni del presidente Pdl della Provincia di Catania o dei toni tranquillizzanti del consigliere provinciale Pdl Sergio Gruttadauria, mentre il partito de “La Destra” andava diligentemente a rimorchio di Berlusconi per non disturbare le contrattazioni romane intorno a un posto di sottosegretario per l’ex stimato Nello Musumeci.
Nel caso di Ramacca, dunque, il prezzo politico è stato pagato in termini di voti e può darsi che avverrà la stessa cosa nei prossimi appuntamenti elettorali degli altri comuni del Calatino. In questa fase, nell’attesa, esiste un altro settore che potrebbe subire qualche conseguenza per la mancata collaborazione tra i sindaci sul tema del “Villaggio della Solidarietà”. Mi riferisco a una serie di rapporti di collaborazione, alleanze economico-organizzative che nel corso del tempo sono state avviate per favorire reciprocamente i comuni soprattutto dal punto di vista occupazionale. Esiste un “Patto territoriale per l’economia sociale” che è stato promosso dal Comune di Mineo e al quale hanno aderito quasi tutti i comuni del Calatino. Si può pensare che tale patto abbia un certo valore per tutti i soggetti che ne fanno parte e allora cosa succederebbe se, a titolo di contromisura per l’indifferenza ricevuta dai “colleghi”, il sindaco di Mineo iniziasse a compiere una serie di atti chiari e inequivocabili come un esplicito boicottaggio degli accordi, in conseguenza del deterioramento di un rapporto di fiducia e aiuto reciproco che ora se fosse vero, sincero e profondo, avrebbe la sua prioritaria occasione per dare prova della sua esistenza con un tavolo permanente di concertazione sul tema del Villaggio, tavolo che invece non esiste?
E’ pertanto necessario e urgente che anche qui, localmente, nel cosiddetto Calatino che appare oggi come non mai una mera espressione geografica vuota di contenuti unificanti a parte la comune povertà non solo materiale, si battano i pugni sul tavolo, se si ha la forza di farlo. Altrimenti sia le analisi accurate che le lamentele accorate rimarranno scritte con amaro inchiostro nel grande libro delle occasioni perdute.

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