Lunga vita al Villaggio della Criminalità

di Leone Venticinque, per il Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”

2011.06.23 – In assenza di leggi, regole e legalità, gradualmente, un poco alla volta ma con una inesorabile linea progressiva, sta prendendo corpo giorno dopo giorno l’unica forma possibile di integrazione tra gli ospiti del Villaggio e la realtà circostante. Le ore della giornata vanno pur utilizzate in qualche modo e, se si presentano facili occasioni di guadagno, di norma sono in pochi a lasciarsele sfuggire e a non coglierle al volo.
Secondo le norme vigenti nessuno dei duemila stranieri deportati a Cucinella può svolgere un lavoro regolare e percepire un reddito. Nel dissennato “modello” che era stato pensato dal governo di Roma si era convinti che migliaia di persone avrebbero tranquillamente accettato una vita vegetativa fatta di vitto, alloggio e contemplazione ispirata del vasto paesaggio dall’alba fino al tramonto. C’è da chiedersi a questo proposito quale idea, quale visione degli esseri umani sia radicata nelle menti illuminate di certi ministri e dei loro reggicoda – ma si sa che i reggicoda non hanno facoltà di pensiero e potranno sempre tentare di nascondersi dietro l’antico alibi: “eseguivo solo degli ordini”. Di certo quella è una visione ben lontana dai fatti, perché i duemila deportati non sono asceti filosofi e dopo l’iniziale fase di ambientazione ora mettono in campo la propria intraprendenza su tutti i fronti con vero spirito d’iniziativa. Del resto in molti hanno lasciato il paese d’origine per cercare fortuna e ogni giorno le famiglie al telefono li rimproverano, dandogli dei lazzaroni perché ancora non hanno cominciato a spedire un po’ di denaro. E allora, visto che sono precluse per legge le forme di occupazione lavorativa legalmente consentite, rimane praticabile tutto il resto delle modalità che la specie umana ha inventato per guadagnare denaro. Va tenuto presente anche il fatto che queste persone sono giuridicamente a carico dello Stato italiano e godono di una punibilità relativa che si traduce in una sostanziale impunità, come è noto a chi ha provato a denunciare dei reati che magari vengono scritti da qualche parte ma non portano a conseguenze immediate, visto che non esiste un carcere del Villaggio dove mettere i colpevoli colti con le mani nel sacco.
Si può fare a questo punto un piccolo elenco provvisorio e forse incompleto dei settori nei quali la nuova manodopera sta trovando valido e fruttuoso impiego. Innanzitutto la loro libera circolazione indisturbata verso i vari centri urbani e in particolare Catania è una buona copertura per traffici di stupefacenti, armi o altre merci illegali, traffici che ogni giorno possono avvenire usando corrieri differenti in modo da rendere del tutto inefficaci eventuali controlli a campione da parte delle forze dell’ordine. In secondo luogo le scorrerie e i saccheggi nelle campagne – eventi che già di per sé sono un grave problema e un reato contro il frutto del lavoro di chi ogni giorno suda sulla zappa e paga le tasse – favoriscono l’instaurarsi di un sistema di protezione basato sul ricatto e sull’estorsione, in piccolo uguale a quello che va sotto il nome di “pizzo”: il raccolto verrà salvaguardato ma in qualche modo si dovrà ringraziare i “salvatori”, cioè gli stessi capibanda. Terzo, esiste una fonte di guadagno abitualmente associata al genere umano femminile e si sta spargendo la voce in tutta l’isola della avvenuta inaugurazione dentro il territorio del Comune di Mineo del più grande Villaggio dell’Amore che la storia umana ricordi, un avvenimento che farà parlare anche i posteri e del quale tutti i cittadini menenini – dal Primo all’ultimo – possono andare fieri.
In conclusione, è dunque in atto un mutamento della natura dell’ex “Residence degli Aranci”. Chi tempo addietro paventava la decadenza delle lussuose strutture residenziali verso l’abbandono evocando la “Librino Due”, oggi invece si trova di fronte a ben altro: Cucinella è la ripetizione in salsa siciliana e multietnica del modello Scampìa secondo il racconto di Saviano, cioè un organismo economico pulsante e vitale fattosi regime sovrano e indiscusso, vocato e votato alla gestione dell’illecito. Cucinella è un “Villaggio della Criminalità” extraterritoriale nato per volontà dello Stato italiano e mantenuto con denaro pubblico, mentre un proprietario si ingrassa alla faccia nostra.
E’ ormai una pia illusione l’idea che i centri urbani di quest’area non vengano investiti direttamente dal prepotente emergere del nuovo insediamento umano criminogeno a Cucinella. Chi nel Calatino aspetta che la situazione peggiori per mobilitarsi in prima persona – o per dare più fiato al proprio sterile lamento – non dovrà attendere a lungo.

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3 pensieri su “Lunga vita al Villaggio della Criminalità

  1. Un punto fondamentale del “modello Scampìa” forse va chiarito, perché alcuni giudicano assurdo e paradossale che un luogo pieno di forze dell’ordine possa trasformarsi nel “Villaggio della Criminalità”. Eppure si tratta di un paradosso che vediamo tutti i giorni davanti a noi, lo possiamo chiamare “regola del male minore”. Girando per Catania il commercio abusivo è ovunque, i parcheggiatori abusivi pure, ecc. In proposito si dice che questi “reati minori” assorbono un po’ di manovalanza che altrimenti farebbe di peggio.
    Dunque, l’instaurazione a Cucinella di una vitalità economica necessariamente illegale è il male minore perché previene violenze che sono frutto di frustrazione e inattività.

  2. non credo che un luogo con 1800 immigrati controllati da 30 poliziotti si possa definire pieno di forze dell’ordine…mi trovo spesso a “chiacchierare” con chi la’ dentro opera e ti assicuro che di problemi ce ne son tanti e che il villaggio è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere

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