Sabato 22 ottobre con gli agricoltori della Piana e la Rete Antirazzista davanti al “Villaggio della Solidarietà”

di Leone Venticinque, per il Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”

[pullquote]Appuntamento dunque a sabato 22 per quanti ancora non sono stati colpiti dalla variante umana della “tristezza degli aranci”, o da altre forme virali di paralisi della buona volontà[/pullquote]

2011.10.19 – Nella giornata di mercoledì 19 si è svolto un incontro tra esponenti della Rete Antirazzista Catanese, un nutrito gruppo di coltivatori delle zone prossime al “Villaggio della Solidarietà” e una rappresentanza del Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”. All’ordine del giorno il crescente disagio di chi lavora nelle campagne e vive continue vessazioni, di fronte alle quali si sente del tutto abbandonato dalle Istituzioni e privato anche del benché minimo sostegno morale dell’opinione pubblica che non viene informata di quanto accade. Per fare solo un esempio, una cisterna d’acqua di trecento metri cubi è stata svuotata di proposito due volte nel corso dell’estate e il proprietario ha dovuto riempirla nuovamente affrontando la stagionale penuria idrica. Alcuni episodi raccontati – con supporto di foto e filmati – sono molto gravi e evidenziano anche un clima intimidatorio nei confronti di chi non ha voluto rimanere inerme spettatore dei soprusi verso le proprietà e le coltivazioni ma si è rivolto tempestivamente alle forze dell’ordine: in seguito non sono mancate le vigliacche ritorsioni, con danni per migliaia di euro.
Raccontano i coltivatori di aver notato un viavai di refurtiva agricola che finisce nel Villaggio; passa anche dall’ingresso principale, senza che le forze dell’ordine che sono di guardia sentano il dovere di verificare la provenienza del tutto, per acquiescenza verso un andazzo che forse mitiga i disagi alimentari degli ospiti del Villaggio – vittime di una refezione scadente e monotona – ma che d’altra parte esaspera tanti cittadini che si trovano loro malgrado a subire le conseguenze di disservizi che altri finora hanno provocato. A sentire tanti episodi c’è da apprezzare la grande pazienza dei coltivatori, che finora hanno sopportato sicuramente il carico maggiore dell’accoglienza disorganizzata messa in campo nel territorio di Mineo dal governo di Roma. La pazienza non è però una risorsa infinita e si rende necessario e improrogabile un passo avanti dalla situazione attuale. Nelle settimane scorse ci sono stati tanti incontri con le massime Autorità, dal prefetto ai responsabili delle forze dell’ordine ma a detta dei presenti non è cambiato nulla, anche perché mettere una guardia sotto ogni pianta è inverosimile e gli ospiti del Villaggio responsabili dei danneggiamenti sembrano degli intoccabili ai quali nulla si può rimproverare. Il mercato inoltre non aiuta e anzi penalizza l’area: già i commercianti hanno deprezzato il valore delle arance comprate sulla pianta per il rischio di raccoglierne poi, a causa dei furti, una quantità inferiore a quella stimata.
Da parte della Rete Antirazzista Catanese Alfonso Di Stefano ha ascoltato tutti gli agricoltori e il loro portavoce Sig. Coco, poi ha proposto alcune iniziative concrete che rappresentano l’unica strada per far uscire dal frustrante silenzio il conflitto che si sta svolgendo nelle campagne della Piana. La strada del dialogo è l’unica degna di essere percorsa e consiste in una lettera aperta che il comitato dei coltivatori rivolgerà agli ospiti del Villaggio – tradotta in più lingue grazie alla Rete Antirazzista – nella quale con il massimo rispetto si chiederà loro di evitare comportamenti problematici e sarà espressa la disponibilità di venire incontro alla non facile situazione che vivono, anche con distribuzioni gratuite di prodotti agricoli in segno di tangibile solidarietà. Questo canale di comunicazione ha grande importanza e verrà ulteriormente messo alla prova nel pomeriggio di sabato 22 ottobre 2011, quando anche gli agricoltori parteciperanno all’incontro interetnico organizzato davanti al Villaggio dalla Rete Antirazzista in collaborazione con altri gruppi e associazioni. Tutti i partecipanti – tra i quali sarebbe molto importante anche la presenza dei concittadini di Mineo e dintorni che da questa settimana hanno iniziato a svolgere attività lavorative all’interno del Villaggio con le cooperative – dovranno dare per l’occasione una suprema prova della civiltà che li ha accompagnati finora, dimostrando all’intera nazione che il razzismo da queste parti non attecchisce neanche quando fomentato da condizioni di estrema difficoltà.
Appuntamento dunque a sabato 22 ottobre – dalle ore 17.30 – per quanti ancora non sono stati colpiti dalla variante umana della “tristezza degli aranci”, o da altre forme virali di paralisi della buona volontà.

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