Assunzioni di manodopera al “Villaggio della Solidarietà”: è tutto a posto… oppure no?

di Leone Venticinque, per il Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero”

2011.11.10 – Tempo fa il gruppo consiliare di opposizione “La Svolta” con un manifesto e il Comitato Cittadino di Mineo “Calatino solidale per davvero” con un volantino avevano portato a conoscenza dell’opinione pubblica la spaccatura in seno alla maggioranza e alla giunta che amministra il Comune di Mineo. Mentre il sindaco si adoperava contro la realizzazione del “Villaggio della Solidarietà” l’assessore ai servizi sociali in documenti ufficiali si pronunciava invece a favore dello stesso progetto per le sue presunte ricadute positive sul territorio e soprattutto a vantaggio delle cooperative che avrebbero potuto operare.
Di recente l’assessore si è dimesso dall’incarico e ha così risolto quella situazione imbarazzante, ma il problema di fondo rimane e non mancano le occasioni perché esso si manifesti in tutta la sua gravità. Il problema di fondo consiste infatti nel rapporto di vicinanza esistente tra questa Amministrazione e operatori economici del “terzo settore”, detto anche “privato sociale” o anche – in certi casi che la Magistratura costantemente scopre, persegue e condanna – gestione di denari dello Stato come fossero cosa propria secondo il ben noto sistema che genera profitti privati lasciando debiti pubblici.
Il presidente della Provincia Castiglione ha dichiarato che nel Villaggio stanno lavorando un totale di duecentocinquanta persone – altre fonti ufficiose parlano di centoventi. Ci sono trenta giovani cittadini di Mineo; solo trenta, eppure il Villaggio è situato in questo Comune e le persone che hanno bisogno di lavorare non mancano. Qualcuno potrà pensare che quei trenta sono i soli che hanno voglia di lavorare, ma siamo sicuri che tutti i potenziali interessati siano stati informati che c’era questa possibilità di lavoro, prima di dire che l’hanno rifiutata?
Se il sindaco di Mineo pensa che il proprio ruolo è ancora di una qualche utilità per il paese, esca dal ripetitivo lamento che a ogni sollecitazione risponde <<non ci sono soldi>> e faccia qualcosa che non necessita di soldi: eserciti il dovere della vigilanza politica a garanzia di chi egli è stato scelto a rappresentare e dia conto alla cittadinanza e a tutti quei giovani che sono stati ignorati e scavalcati, portando in consiglio comunale un documento che faccia chiarezza su come vengono gestite le opportunità lavorative generate dalla presenza del “Villaggio della Solidarietà” nel territorio di Mineo.
Il sindaco dovrebbe sapere che in luoghi dove manca il lavoro c’è spazio per ogni genere di ricatto e, se questo comportamento è già imperdonabile – e illegale – nel settore dell’imprenditoria privata vera e propria, grida vendetta quando a essere usate come arma di ricatto sono risorse pubbliche gestite in modo non corretto. Una buona politica è possibile quando c’è una buona economia, altrimenti è destinata a soccombere perché il voto di scambio annulla le libertà civili e rende di fatto superflue le elezioni democratiche. Anche gli eletti finiscono assoggettati alla volontà di chi gestisce pacchetti di voti. E allora il sindaco cerchi, scopra e dica a tutti noi: cosa si doveva fare per essere inclusi tra quei trenta fortunati? In assenza di un bando di concorso affisso ai muri del paese, a quali porte bisognava bussare? Ai candidati sono state richieste competenze, oppure attestazioni di fedeltà da riscuotere nella prossima occasione elettorale?
Le voci di piazza stanno diventando un continuo e minaccioso rumore di tuoni. E’ bene pronunciare al più presto parole chiare che confermino quelle voci o le smentiscano una volta per tutte, con prove alla mano e ricordando le parole del presidente Kennedy: <<Il massimo della stupidità si raggiunge non tanto ingannando gli altri ma sé stessi, sapendolo. Si può ingannare tutti una volta, qualcuno qualche volta, mai tutti per sempre.>>

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Un pensiero su “Assunzioni di manodopera al “Villaggio della Solidarietà”: è tutto a posto… oppure no?

  1. Nella seduta del consiglio comunale di martedì 29 novembre il consigliere capogruppo dell’opposizione ha chiesto chiarimenti al sindaco sull’argomento trattato in questo articolo. Il sindaco però non ha risposto, lasciando quindi irrisolta la questione. Tra pochi giorni dovrebbe esserci un’altra seduta di consiglio, forse sarà l’occasione per avere qualche informazione ufficiale in più che contribuisca tra l’altro a togliere credibilità alle tante affermazioni che circolano sulle modalità in cui le assunzioni sono avvenute.
    Sarà forse anche l’occasione per rivedere consiglieri notoriamente assenteisti e che non hanno finora voluto compiere l’atto responsabile di lasciare il posto a chi ha i voti e il diritto di sostituirli in consiglio comunale, favoriti anche dalla disattenzione degli organi preposti al rispetto del Regolamento che sul punto è molto chiaro: il Rego­la­mento del Con­si­glio Comu­nale di Mineo all’Art. 8 par. 3 afferma che
    « Il Con­si­gliere che non inter­venga senza giu­sti­fi­cato motivo a cin­que riu­nioni nell’anno solare oppure a tre sedute con­se­cu­tive viene dichia­rato deca­duto pre­via con­te­sta­zione scritta da parte del Pre­si­dente di pro­pria ini­zia­tiva o su istanza di un Con­si­gliere Comu­nale o di un elet­tore. ».
    A febbraio una lettera aperta è stata resa pubblica ( http://lpvi.wordpress.com/2011/02/03/lettera-aperta-al-presidente-del-consiglio-comunale-di-mineo/ ).

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