Che il 2013 ci trovi organizzati e pronti all’azione

I Forconi oltre le elezioni regionali del prossimo 28 ottobre
Che il 2013 ci trovi organizzati e pronti all’azione

di Leone Venticinque (“Qui Mineo”, 2012.09.17)

Era appena iniziato il 2012 e gli abitanti di questa regione scoprivano – o riscoprivano ancora una volta, dopo aver dimenticato per secoli – la forza potenziale di un invincibile esercito popolare, che quando si mette in movimento vince senza sparare un colpo; è maggioritario di fronte a qualsiasi nemico interno e in più gioca in casa a presidio di ogni strada, ogni collina, ogni valle di Sicilia. Questa semplice verità, divenuta visibile nelle giornate dei blocchi stradali, subito colpiva le masse di altre regioni del sud e centro Italia. Lo slancio della lotta si mostrava inarrestabile, ma veniva temporaneamente smorzato dalla prudenza dei protagonisti, guidati da una chiara strategia rivoluzionaria che molti a quel tempo non hanno capito.
La strategia del Movimento dei Forconi è un percorso che deve passare da varie fasi, tutte necessarie. All’inizio i princìpi, le ragioni di lotta dovevano riuscire a diffondersi tra il maggior numero di persone, tra la gente che già veniva colpita duramente dalla crisi ma ancora non aveva collegato le vere cause responsabili di questi drammatici effetti. Ancora la gente si chiedeva se i partiti politici – ma anche i sindacati di categoria – erano capaci di trovare le giuste soluzioni. Ecco perché i presìdi nelle strade siciliane sono stati un tentativo di dialogo a armi pari con le istituzioni.
Ricordiamo le risposte che sono arrivate: di fronte ai Forconi l’allora governatore della Sicilia allargò teatralmente le braccia e indicò nel governo nazionale l’unica sede per affrontare il prezzo dei carburanti gonfiato dalle tasse, la pressione fiscale distruttrice di imprese, la lotta contro i prodotti falsi, contraffatti e illegalmente spacciati nel Paese, l’alleggerimento della burocrazia e quant’altro il Movimento chiedeva per rendere meno pesanti le condizioni di vita per la popolazione. Il governo Monti, insediatosi a novembre con i voti dei maggiori partiti in Parlamento, aveva dato inizio a una pesante cura economica che andava a cercare le risorse per pagare gli enormi debiti na-zionali soprattutto là dove era minore la resistenza: nelle piccole e medie imprese, con la tassazione diretta e il pignoramento delle aziende e dei mezzi produttivi; nella popolazione comune, con l’aumento dell’Iva e dei carburanti, il che si vedrà al prossimo inverno per gli aumenti che ci aspettano sui costi di riscaldamento domestico. Ѐ più facile aggredire le partite Iva e i consumatori piuttosto che i settori del sistema meglio protetti dalle strutture politico-sindacali che – non dimentichiamolo – hanno finora tenuto in attività lo stesso governo Monti ma potrebbero farlo cadere in qualsiasi momento.
Dunque le prossime elezioni regionali non sono né l’arrivo né l’inizio di ciò che conta davvero per la vita dei siciliani e degli italiani. La difesa delle aziende superstiti, la conquista delle condizioni favorevoli alla rinascita dei settori produttivi con prospettive di vero lavoro per giovani e disoccupati: ecco l’unica ricetta per far ripartire l’economia locale, il Meridione e l’Italia intera. Sono compiti di lungo periodo e il Movimento dei Forconi ha la missione storica di sostenere la rivoluzione liberale tante volte annunciata e mai iniziata per davvero. Proprio dalla Sicilia, terra di servi o migranti, si è alzata una voce che finalmente non chiede carità né assistenza ma libertà di lavorare, libertà di intraprendere e conseguire il meritato benessere, ciascuno secondo le proprie aspirazioni e legittime ambizioni.
Per tutti allora, sempre di più e anche nell’azione di ogni giorno, la difesa delle scelte di dignità sia guida unica e sufficiente: ne verrà una bella, bellissima rivoluzione. Per il sud e per l’Italia.

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