2013.05.23 – Intervento al comizio della lista civica “Mineo prima di tutto”

Trascrizione dell’intervento (pubblicata con il titolo Informazione è libertà (2) su Qui Mineo, n. 51, 2013.05.27):

Salve, salve a tutti, grazie per essere qui, il clima è un po’ freddino non sembra la “quasi estate” in cui saremmo secondo il calendario, ma a Mineo vogliamo sempre fare le cose un po’ speciali. Ieri sarebbe stato peggio, quindi meglio che con la sabbia in giro qui tra noi.
Mi è stato dato questo “compitino” e direi che mai come oggi è utile e importante. Di cosa parliamo? Parliamo del rapporto tra le istituzioni e i cittadini. E cosa significa, oggi come oggi? Oggi come oggi tutto passa dalla rete, e la rete significa velocità, efficienza possibilmente e ricchezza di servizi che anche persone che non sono direttamente vicine, sono impegnate per lavoro e via di seguito possono avere il tempo e il modo di fruire, al di fuori degli orari d’ufficio ecc. In teoria dovrebbe significare anche snellimento delle pratiche per gli uffici e così via. Come siamo combinati a Mineo da questo punto di vista nell’anno 2013? Mah, insomma: voi un po’ lo sapete, come cittadini; per molte cose – quasi tutte purtroppo – bisogna ancora andare negli uffici, negli orari che sono quelli e che sono coincidenti con gli orari di lavoro di tutti gli altri cittadini, purtroppo. Quindi da questo punto di vista è necessario fare di più. Il sito del Comune è assolutamente inadeguato, si vede, c’è un inizio di albo pretorio con le delibere che però non sono organizzate, dopo un tot di tempo vanno in archivio e non si sa più come andarle a tirare fuori, non c’è un motore di ricerca per argomento, tutte cose piuttosto banali che non hanno nessun costo aggiuntivo, si tratta solo di utilizzare il personale che c’è – e come sappiamo personale al comune non ne manca – magari istruirlo un pochino su come si fa e come si usano, possibilmente usando programmi che sono di uso gratuito ecc. per non gravare con le licenze d’uso sulle casse del Comune. Tutto questo si può fare. Questo cosa porterà? Come ho detto porterà minori pesi e perdite di tempo, soprattutto, anche perché per un normale cittadino il tutto può risolversi magari in un certificato ogni tanto, un passo carrabile ecc., per chi invece in questa città, in questo paese vorrebbe fare impresa, vorrebbe fare attività, vorrebbe lavorare anche in proprio, ogni ritardo, ogni zavorra burocratica è un passo indietro nella competizione che inevitabilmente si trova ad avere con gli altri. Quindi, per la competitività e per avere una possibilità di rilancio del paese anche l’efficienza burocratica – non devo certo dirlo io – è un passaggio molto, molto importante. Il nostro programma lo tratta ampiamente, tra l’altro questo dialogo istituzionale va anche a investire i momenti di dibattito e di decisione: i consigli comunali in rete, cosa che ancora non c’è, e devo dire siamo uno degli ultimi comuni del Calatino a non avere questa funzione, a Caltagirone ce l’hanno, anche a Palagonia se non sbaglio. Inoltre, oltre a questo discorso per i servizi ecc., si parla anche di dialogo. Il dialogo è facile proclamarlo quando si sta su un palco, questo – come è stato detto qualche giorno fa – è il luogo da cui si dicono tante bugie, poi non so se chi l’ha detto parlava anche di sé, prima di tutto: in questi casi “tutti” vuol dire “ciascuno”. In questo senso un po’ di igiene sta nel fatto di non abbondare in promesse, anche se poi si dice «Ma i programmi ce li volete dire?», e il programma contiene delle promesse. Dico solo questo: noi stiamo cercando di fare già adesso la trasparenza e già adesso il dialogo. Io – l’ho già detto quando abbiamo presentato la lista – cerco di continuare quello che ho fatto da un po’ di tempo e sto continuando a fare grazie a, devo dire, delle crescenti volontà di collaborazione di persone che forse hanno aspettato un po’ per un motivo o per un altro però adesso si stanno “dando una mossa” e questo è fondamentale. Ogni cittadino attivo in più è un angolo di abbandono e di degrado del paese in meno, almeno potenzialmente. Proprio oggi un nostro concittadino e amico ha pubblicato nella rete una serie di fotografie che riguardano un luogo di Mineo che porta il nome di un illustre paese della Francia con cui noi siamo gemellati. Nel momento in cui io facevo circolare queste immagini ho avuto un attimo di smarrimento, perché mi sono detto: «Se le vedono nel paese di cui sopra – che sapete è Unieux – ci tolgono il gemellaggio», perché è indegno che quella piazza, che è in una zona di nuova edificazione, sia ridotta nello stato in cui è. Quelle foto mostravano pilastrini divelti erbacce dappertutto, un abbandono protratto nel tempo. Ora, io non c’ero stato, non l’avevo visto, non possiamo essere ovunque ma se ognuno fa una foto di qualcosa, diciamo così… A quel punto che facciamo? Quelle foto girano, forse saranno già arrivate in Francia, possiamo solo, per non perdere la faccia anche con gli amici di oltralpe, mettere mano subito a questo degrado, ma questo perché? Perché, parlando un po’ con gli amici a margine di queste foto vergognose si diceva anche «Perché si arriva a quel punto? Di chi è la colpa?» Dice: c’è quello che porta a spasso il cane e non è attento a ciò che il cane fa; c’è quell’altro che fa la scritta per la fidanzata; il terzo che non gli piace il cestino in su e lo vuole messo in giù con la spazzatura per terra. Ma il problema nasce dal primo momento in cui un luogo pubblico non riceve la manutenzione ordinaria. Su queste cose c’è una letteratura infinita. Anche qui sono stati citati i sociologi, i politologi, magari se li si leggesse anche, ogni tanto, si capirebbe che paesi piccoli e grandi hanno tanti problemi in comune, addirittura in tutto il mondo. È la “teoria della finestra rotta”, molto semplice. Questo succede anche in un semplice condominio, laddove  un inizio di degrado – una pulizia mancata delle scale oppure, appunto, un vetro rotto – è il segnale, il simbolo dell’inizio dell’abbandono che, per chi vuole tenere e comunque ha una sua civiltà, non incoraggia, ma altri dicono «Vabé, tanto qua è già uno schifo, se ci butto anche il mio pacchetto di sigarette o se anche il mio cane dopo che altri hanno fatto il loro ci lascia il suo ricordino, alla fine è uno con gli altri». Questo è il problema. Allora, questo riguarda le istituzioni, che poi si lamentano che un luogo – mi è stato chiesto di ricordare la Via Crucis, che è un bel luogo di passeggiata panoramica ma fra un po’ diventerà veramente infrequentabile per tanti motivi – diventa così. I luoghi diventano così, con poi necessità di spese per ristrutturare, restaurare ripristinare che sono altissime e allora lì poi si dice «I soldi non ci sono». Ma quello è il punto di arrivo, voglio dire. Allora, su tutto ciò la distanza tra le istituzioni e i cittadini si manifesta, semplicemente perché quei luoghi forse da chi ci amministra non vengono frequentati, non è un luogo interessante, non lo so, perché – come ho detto – quando si vedono la necessità di intervenire diventa assolutamente importante.
Quindi, il tema della trasparenza e della comunicazione investe anche la gestione ordinaria, questo è assolutamente vero. Vorrei aggiungere… purtroppo parliamo di rete, appunto, noi siamo in un paese in cui magari molti non usano internet, ecc. Anche la politica, anche la campagna elettorale oggi come oggi è cambiata. Chi si ricorda quella di cinque o quella di dieci anni fa si ricorda una situazione diversa in cui tutto o quasi tutto passava da qui, da questi momenti che ogni due, tre giorni o quando era, ognuno utilizzava per dire e anche per rispondere eventualmente a cose dette da altri. Bene, questo non è più l’unico luogo dal quale si parla con la cittadinanza e alla cittadinanza. C’è la rete, appunto. E posso dire tranquillamente che in questi giorni, da quando ci siamo visti l’ultima volta, abbiamo lavorato per voi. In che senso? Potrete dire, potranno dire che siamo “di parte” e questo è assolutamente ovvio, però c’è qualcosa che è molto importante nel lavoro “di parte”, politico che noi stiamo facendo che riguarda effettivamente la verifica di quali sono le caratteristiche delle proposte politiche in campo, soprattutto dal punto di vista di chi le sta portando e di quale credibilità può avere per effettivamente poi avere la vostra fiducia. Ora, tutto ciò che cosa vuole dire? Anche l’ex sindaco ne ha parlato con i suoi toni ecc., ha fatto un discorso molto interessante per certi versi, oltre che di saluto ai cittadini ma anche di analisi e lo troverete trascritto e stampato la prossima settimana. Ma lui che cosa ha detto? Ha detto qualcosa che stiamo dicendo anche noi, e forse anche da un po’ prima: che esiste un problema di rispetto delle istituzioni e di conservazione e direi difesa della loro natura pubblica. Dice: «Ma perché, chi le minaccia?» Mah, io non credo che il nostro Mistretta minacci le istituzioni di Mineo perchè ha un’ambizione proprietaria, perché tra l’altro, con il doppio ruolo di appaltatore e appaltato voglia chiudere il cerchio e firmarsi le fatture e gli incarichi. Sarebbe una cosa molto pericolosa, molto rischiosa. Ma questa cos’è, è un’ipotesi? Non è un’ipotesi, è il dato di fatto rispetto a tutta una serie di comportamenti che abbiamo visto nel tempo. Ora, non so se verrà scritto o no, ma ci sono altre istituzioni oltre al nostro Comune – che dovrebbe essere appunto nostro, cioè di tutti – che dovrebbero svolgere altrettanto un ruolo pubblico, perché tra l’altro ricevono finanziamenti pubblici per il servizio che svolgono, e parlo dei sindacati. Ora, chi sta usando come sta usando una sede sindacale – e se volete vedere andatela a vedere – non solo fa questo rivelando la sua vera cultura delle istituzioni, primo. Secondo: chiamato a rispondere esce allo scoperto – e questo, devo dire, è stato il merito del lavoro di questi giorni e chi si è lamentato che su questo palco quando c’era l’altra lista non comparisse il vero protagonista, cercando di prendere in giro i nostri cittadini dicendo che «No, assolutamente, c’è una candidata»… Sì, vabbé, una candidata che non accetta neanche il confronto e il dibattito, ma di questo parlerà il nostro candidato sindaco. Ecco, dicevo, qui viene fuori la verità. La sua risposta è: «Assolutamente, no, il sindacato è un organo libero e può decidere di fare campagna elettorale per chi gli pare». Questa, scusate, è ignoranza oppure è volontà di continuare con prepotenza a fare i propri comodi, perché lo statuto del sindacato impedisce e vieta che le sedi abbiano questo ruolo in una campagna elettorale. Ora, se uno non lo sa se lo vada a leggere oppure si faccia cacciare dal sindacato da parte degli organi superiori, che io ho interpellato. Detto questo lascio la parola a chi ci sarà dopo di me e spero che ci rivedremo per altri aggiornamenti perché vedete che la campagna elettorale si fa interessante, un passo alla volta. Grazie.

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