Come si contano i voti

Comunali 2013 a Mineo

Come si contano i voti

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima (“Qui Mineo”, 2013.06.17)

Passate le elezioni, a quanti – candidati e non – vogliano esercitarsi nella nobile arte della verifica empirica per accertare la corrispondenza tra voti “promessi” e voti “espressi”, il foglio di documentazione civica “Qui Mineo” offre la seguente tabella ufficiosa, con i voti di preferenza suddivisi in ciascuna sezione. Il sistema vigente nel Comune di Mineo ha sezioni tra loro molto sbilanciate quanto a numero dei votanti, e alcune sono ormai molto ridotte a causa dell’emigrazione, dunque se la famiglia di Tizio residente in una certa sezione aveva promesso un certo numero di voti per il candidato Caio, si fa presto a vedere se la promessa è stata mantenuta oppure no. La nuova norma sulla doppia preferenza di genere ha ridotto ulteriormente la casualità delle combinazioni possibili e dunque è aumentata la riconoscibilità del voto. I conti tornano? E allora si provveda alle distribuzioni del dovuto, che il bravo elettore aspetta il suo. I conti non tornano? In tal caso si potrà redarguire il mendace e risparmiare sulle previste contropartite che, come insegnano i veri mercanti della politica, si erogano solo “a cose fatte”.
Ordunque partiamo, e partiamo dai tre candidati sindaci. Anna Aloisi ha ricevuto 94 voti nella sezione I, 109 nella II, 101 nella III, 128 nella IV, 101 nella V, 101 nella VI, 107 nella VII, 251 nella VIII e 235 nella IX. Per Giuseppe Mistretta i voti sono: 68 (I), 88 (II), 88 (III), 75 (IV), 58 (V), 87 (VI), 84 (VII), 172 (VIII), 202 (IX). Per Angelo Catania i voti sono: 43, 50, 67, 46, 65, 58 , 89, 192, 146.
Per la lista arrivata prima – “Uniti per Mineo” – le preferenze di lista suddivise secondo sezione sono: 115 nella sezione I, 117 nella II, 109 nella III, 151 nella IV, 114 nella V, 130 nella VI, 136 nella VII, 297 nella VIII e 259 nella IX. Le preferenze ai singoli candidati per ciascuna sezione sono: Biazzo 15 (I), 21 (II), 11 (III), 24 (IV), 19 (V), 18 (VI), 18 (VII), 46 (VIII), 33 (IX); Alessandro 5, 4, 3, 16, 6 , 7, 10, 8, 14; Barbagallo 15, 20, 13, 11, 17, 7, 12, 62, 34; Barbanti 15, 11, 14, 13, 5, 13, 105, 18, 35; Blangiforti 19, 15, 26, 41, 25, 30, 17, 48, 62; Carcò 24, 16, 16, 21, 19, 21, 32, 35, 23; Fria 4, 5, 5, 5, 4, 11, 15, 9, 22; Ialuna 7, 3, 3, 15, 8, 5, 4, 14, 6; Mandrà 12, 11, 9, 6, 15, 9, 9, 41, 24; Manzoni 6, 10, 16, 8, 5, 9, 4, 38, 20; Margarone 15, 11, 18, 18, 17, 19, 12, 44, 47; Orfanò 1, 2, 4, 9, 3, 5, 0, 11, 15; Simili 11, 24, 15, 12, 7, 28, 13, 30, 42; Sivillica 24, 33, 23, 32, 27, 32, 50, 87, 6; Stuto 6, 12, 7, 21, 13, 12, 9, 45, 35.
Per la lista arrivata seconda – “Mineo prima di tutto” – le preferenze di lista suddivise per sezione sono: 75 nella sezione I, 87 nella II, 98 nella III, 95 nella IV, 74 nella V, 86 nella VI, 87 nella VII, 175 nella VIII e 181 nella IX. Le preferenze ai singoli candidati per ciascuna sezione sono: Catania 7 (I), 2 (II), 11 (III), 15 (IV), 10 (V), 3 (VI), 6 (VII), 12 (VIII), 32 (IX); Chiavaro, 8, 16, 12, 5, 4, 5, 8, 13, 15; Cutrona 9, 23, 15, 8, 6, 11, 6, 21, 37; Cuvello 1, 5, 11, 5, 2, 13, 8, 7, 12; Di Stefano 1, 1, 13, 4, 1, 11, 10, 12, 5; Greco 3, 7, 10, 12, 5, 7, 4, 5, 14; Kadiri 4, 2, 1, 1, 3, 6, 12, 19, 12; Mazzone 4, 4, 9, 5, 11, 9, 4, 11, 14, 71; Noto 14, 23, 17, 15, 5, 15, 9, 20, 18; Risuscitazione 18, 23, 36, 36, 13, 11, 16, 43, 37; Roccuzzo 2, 10, 3, 2, 6, 6, 2, 25, 16; Salerno M. 4, 2, 3, 4, 1, 3, 6, 13, 16; Salerno A. 5, 1, 4, 8, 4, 5, 4, 18, 12; Venticinque 8, 6, 1, 1, 1, 5, 3, 3, 6; Venuti 9, 5, 9, 9, 19, 11, 5, 19, 19.
Per la lista arrivata terza – “Identità e futuro” – le preferenze di lista suddivise per sezione sono: 45 nella sezione I, 83 nella II, 71 nella III, 50 nella IV, 73 nella V, 55 nella VI, 94 nella VII, 180 nella VIII e 155 nella IX. Le preferenze ai singoli candidati per ciascuna sezione sono: Amato 2 (I), 11 (II), 5 (III), 0 (IV), 2 (V), 3 (VI), 1 (VII), 16 (VIII), 5 (IX); Barbanti 7, 0, 2, 0, 8, 1, 3, 16, 6; Carcò 3, 0, 9, 5, 1, 5, 7, 20, 14; Casella 5, 8, 22, 6, 12, 12, 17, 39, 35; Castriciano 0, 8, 4, 1, 1, 1, 4, 9, 3; Damigella 8, 10, 7, 6, 9, 12, 14, 23, 13; D’Amplo 9, 13, 4, 6, 17, 20, 9, 26, 17; Fallica 9, 5, 9, 8, 12, 13, 22, 44, 29; Leggio 9, 8, 6, 5, 1, 8, 13, 18, 18; Manduca 0, 2, 4, 9, 9, 2, 13, 17, 16; Meli 1, 3, 0, 0, 0, 3, 1, 4, 50; Mirata 8, 7, 12, 12, 15, 5, 16, 22, 30; Musumeci 4, 6, 16, 7, 10, 8, 13, 34, 12; Sudano 3, 2, 0, 0, 6, 4, 6, 8, 8; Vaiana 2, 2, 4, 2, 7, 3, 5, 5, 6.
I numeri forniti fin qui, che dovrebbero avere la sola funzione di confermare la correttezza del lavoro compiuto dagli scrutatori in fase di conteggio dei voti, danno la misura dei reali livelli di segretezza che possiede l’espressione della volontà politica dei cittadini, livelli che sono mediamente molto bassi e mostrano quanto è difficile sfuggire a quei meccanismi di distorsione della democrazia che il sistema del voto segreto dovrebbe contrastare. Una rapida ricerca nella rete mostra che, in Italia, il dibattito sul voto segreto ha riguardato solo l’ambito parlamentare, con regole che stabiliscono quando e perché il voto di deputati e senatori deve essere segreto. Sono quei casi nei quali si fa prevalere la tutela della “libertà di coscienza” da pressioni di varia origine e natura sul diritto dei cittadini di sapere come si comportano i loro rappresentanti.
Nel caso di votazioni amministrative in un piccolo comune, alla prova dei fatti la segretezza del voto democratico si mostra molto fragile e pertanto viene da chiedersi se non produca più danni che benefici. Laddove la trasparenza è considerata la migliore compagna della buona politica, in questo caso si invoca il suo esatto contrario, la non conoscibilità degli orientamenti dei cittadini. Per difenderli – si dice – quando invece è chiaro che sono innumerevoli i metodi per aggirare la segretezza del voto.
Se un elettore è debole e condizionabile, dove mai troverà la forza di tutelare il proprio voto e rifiutarsi di compiere quei comportamenti che rendono palese la sua scelta agli occhi di chi vuole sapere come egli ha votato? E per altri, per chi è stato “reclutato” come galoppino finto-militante per la campagna elettorale? A costoro basterà la consolazione di aver potuto votare – di nascosto – contro coloro al servizio dei quali hanno sbandierato e inneggiato sotto al palco dei comizi fino allo sfinimento?

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