Una foto della “Catania vera”

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Ho scattato questa foto alla Fiera di Catania, sabato 12 ottobre 2013. La giornalista Claudia Campese mi ha contattato per avere altre informazioni e ne ha ricavato un articolo, pubblicato su CTzen il 1 novembre, con la fotografia modificata per “nascondere” l’identità dei personaggi ritratti:

Fiera, torna l’azzardo delle tre campanelle
I vigili: «Le vittime giocano fino a 50 euro»

di Claudia Campese

Un intrattenimento da strada, illegale, che sembra non passare mai di moda. E che fa capolino, ogni tanto, anche per le strade etnee. Come testimonia la foto inviata a CTzen da un lettore. «Un fenomeno che c’è sempre stato – spiegano dalla sala operativa della polizia municipale etnea – Prima ogni giorno, oggi meno spesso. Sono scattate diverse denunce, fino a un mese fa». Eppure i giocatori cadono ancora nella truffa e la posta, nel tempo, si è alzata: dalle diecimila lire di una volta alle 20 euro di oggi, puntata minima.
Il gioco delle tre campanelle torna di moda. Azzardo da strada per eccellenza, ogni tanto fa capolino anche per le vie etnee. Come testimonia la foto inviata a CTzen da un lettore, Leone V., e scattata alla fiera di Catania, nella zona di via Cosentino, vicino al parcheggio multipiano. «Un fenomeno che c’è sempre stato – spiegano dalla sala operativa della polizia municipale etnea – Adesso si fanno vedere ogni tanto, prima anche ogni giorno». Tanto che i conduttori del gioco sono ormai volti noti per i vigili urbani catanesi. «Sono scattate diverse denunce, l’ultima circa un mese fa». Eppure, nonostante la notorietà del gioco e soprattutto della truffa, «ancora nel 2013 ci sono persone che ci cadono» e che giocano fino a 50 euro a partita.

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«Non sono un esperto ma mi è sembrato che tutti quelli che stavano intorno al banchetto, circa cinque persone, fossero componenti della stessa compagnia, alcuni dei quali impegnati a recitare la parte dei fortunati vincitori, che si rallegravano e compiacevano cercando così di attirare qualcuno», spiega Leone V. La classica formazione del gioco delle tre scatolette o campanelle, più noto come il gioco delle tre carte che però, negli anni, si è evoluto fino a diventare un intrattenimento illegale a sé. Nella sua versione classica, la truffa prevede che il conduttore del gioco disponga su un piano tre scatolette o campanelle. In una di queste si trova una bilia. Il giocatore dovrà indovinare, in teoria seguendo le abili mosse del conduttore, in quale campanella si troverà la pallina dopo vari passaggi e il rimescolamento delle posizioni delle campanelle. Una truffa a tutti gli effetti, perché anche all’occhio più attento sarà impossibile scovare la bilia. Che il conduttore provvede a far scomparire dal tavolo, tenendola in mano.
Intanto i complici si fingono giocatori fortunati per attirare la vittima. Che, spinta dal successo dei predecessori, fa la sua puntata. Una volta da diecimila lire, «oggi si comincia con 20 euro – spiegano i vigili – per arrivare fino a 50». Un bottino che la banda si porta via scappando, alla fine di una mano fortunata o all’arrivo delle forze dell’ordine. Per poi tornare però sempre negli stessi posti, per lo più affollati e frequentati dai turisti. A Catania, la zona preferita resta proprio la Fera o lune. «Comunque io ho anche avanzato l’ipotesi surreale che siano persone pagate dal sindaco come attrazione turistica», conclude scherzando il lettore.

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