2013.12.18 – Roma Piazza del Popolo Intervento di Franco Crupi

Cosa dovrei dire che non sapete… è difficile. E allora io vorrei dire qualche cosa a chi non c’è. In un momento storico in cui la dignità di uomini che vogliono lavorare con il proprio lavoro si è svegliata, è bello essere qua per questo, nel rispetto delle ideologie che ciascuno di noi possiamo avere ma nella dignità universale dell’uomo ci uniamo. Perché non possiamo essere sudditi e complici di un manipolo di uomini malati di onnipotenza che per il loro lucro e per il loro gusto personale decidono chi vivere e chi morire in questo mondo. Io vorrei che questa sera ci fossero – ma ci debbono essere – chi non c’è, e non è il momento di dire altre cose, oggi è il momento che se qualcuno ha pensato per le proprie debolezze personali di tirarsi indietro di fronte a questo momento storico, non gli sarà consentito dalle stesse persone che lo hanno seguito e gli sono vicini. Signori, quando si dice dignità, è una parola anche abusata. Sapete qual’è la differenza nelle parole? Sta in chi le dice. Si dicono perché si conoscono, ma sono vuote, si dicono invece quelle stesse parole da uomini veri che danno il senso e lo sentono, sta qua la differenza. E quelli siamo noi! Perché noi vediamo in pericolo quella dignità, perché uomini come me che a sessantatre anni, una vita di lavoro, improvvisamente si scoprono inutili per loro… e non ci mandano in pensione perché devono salvare l’Italia o riempire le tasche per continuare a rubare. Ci dicono «il dialogo, occorre un dialogo, un confronto». Con chi lo debbo fare, con chi ha fatto suicidare padri di famiglia, con chi ha mantenuto privilegi, con chi è responsabile della dignità di una nazione? Se sono persone responsabili devono evitare quello che è inevitabile. Non diano la colpa a delle minoranze che sono violente, minoranza non è minorazione, ma sentono l’esigenza di esistere e farsi sentire. A loro io dico in questo momento che è l’Italia, che è la dignità degli uomini che è in piazza. Devi essere con loro, con loro e senza violenza per dimostrare che se tu dai spazio a tutti di dire la sua e la ascolti, la violenza non serve. Quindi tu governo non puoi costringere, come non potevi fare in Sicilia, blindarla con divieti del 1930, del 1940, lasciando gli studenti, i ragazzi nelle piazze perché li hai fatti impaurire… È proibito, proibito protestare, tre persone in un angolo di una strada debbono mostrare i documenti: questo è il terrorismo, ma questo è il segnale della loro paura. Loro non hanno paura della violenza, hanno paura del popolo che apre gli occhi! Ora, a tutti quelli che sono abituati a vivere da parassiti sulle spalle di chi da la vita per i principi e i valori democratici io dico solo: i vili possono vivere un giorno in più, ma non hanno mai assaporato un giorno di vita da uomini! Quindi non abbiate più paura, italiani non abbiate più paura perché la strada non è quella di avere il padrino politico o il padrino mafioso, dovete prendervi la vostra dignità e il popolo deve essere domani amministrato dopo un confronto, ma con persone per bene che credono a qualche cosa. Questa gente è indegna e se ne deve andare. Non conoscono la dignità perché non ce l’hanno e per tutti i misfatti che hanno fatto. Quindi non violenza, ma determinazione, costanza, e ci riappropriamo del nostro futuro e della nostra dignità!

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