Intervento all’assemblea di Pergusa (2014.09.21)

Il 21 settembre 2014 sono intervenuto a nome del Comitato Salute e Territorio all’assemblea organizzata a Pergusa dal Partito del Popolo Siciliano. Qui di seguito il testo trascritto.

La scelta del luogo di oggi mi sembra molto appropriata, è un luogo da “ritiri spirituali” e ci vuole anche quello. Ognuno con le sue laiche o fideistiche convinzioni ha bisogno di un po’ di meditazione e a volte anche la meditazione collettiva è utile.
Vengo da un incontro a Palermo che c’è stato ieri. Era nel centro abitato, non nei soliti salotti buoni. Era stato organizzato da CasaPound, che opera da circa quattro anni e aveva voluto uscire dai proprio confini, perché come sapete i gruppi e gruppetti della destra sono molto sparpagliati in questa fase. Si sono ascoltate le varie anime di quell’area su un tema che è l’immigrazione. Si sa che è un tema difficile da trattare a livello nazionale, in Sicilia ancora di più. L’Assemblea Regionale Siciliana, il governo siciliano non si pronunciano sull’immigrazione, pensano che stiamo tra Cortina e Courmayeur, posti alpini dove arriva al massimo qualche stambecco. È una grossa operazione di rimozione dalla mente, bisogna capire cosa significa non voler vedere la realtà, voler mettersi le dita nelle orecchie e fare versi strani per non sentire quel che arriva. Alla lunga sono operazioni che non funzionano. Nell’incontro di ieri a Palermo i vari relatori si sono ascoltati reciprocamente, c’era Nello Musumeci, un rappresentante di Fratelli d’Italia, un altro della Lega Nord Sicilia: Mazzeo, che è stato candidato alle elezioni europee, siciliano, e queste sono altre cose con le quali bisogna fare i conti. Crupi chiedeva: cosa significano queste attese del messia? Il messia lombardo, quello genovese… siamo in una fase un po’ confusa.
Io vorrei soltanto proporre un ricordo di ciò che è avvenuto di importante in Sicilia di cui ho testimonianza diretta, per le fasi precedenti non posso dire. Il gennaio 2012, quello che è stato, noi siamo stati tutti per strada in quei giorni, ce lo ricordiamo. Forse ormai non ricordiamo perché abbiamo manifestato, ma intanto c’eravamo dimenticati delle mille distinzioni: c’è stato il miracolo, forse anche un miracolo d’infanzia. Abbiamo quasi tutti i capelli bianchi, però su certe cose uno può essere nato ieri, perché non l’ha mai fatto prima e forse è stato anche un campo di prova. Perché l’affidarsi a dei messia può dare delusioni, allora vuol dire che eravamo degli illusi. La crescita, la maturità politica significa capire che la politica si fa tutti i giorni e non è che arriva quello che risolve tutti i problemi, sarebbe troppo comodo.
Secondo me l’appuntamento di oggi è un atto di maturità. Dolorosa, se vogliamo, da intendersi nel senso che non esistono partiti preconfezionati – nazionali, magari – ma esiste quest’iniziativa che con tenacia, con la forza della durata Domenico Corrao e i suoi collaboratori hanno portato avanti negli anni e l’hanno fatta sopravvivere in attesa dei tempi giusti, perché probabilmente cinque o dieci anni fa la situazione era diversa: i grandi partiti erano molto più forti. Oggi siamo di fronte a uno spezzatino in politica, il proliferare di sigle ce lo dimostra e si aprono dei nuovi spazi per agire.
Abbiamo avuto altri momenti istruttivi in passato: le elezioni regionali dell’ottobre 2012 non le abbiamo dimenticate. Com’è andata? È andata che ci siamo scannati tra di noi, ecco cosa ha significato presentare il “Popolo dei Forconi” e “Rivoluzione Siciliana” che era un contenitore un po’ strano, anche quello in un certo senso portato da fuori, e ci sarebbe da scrivere un libro su quella fase, anche per capire dove sono venuti fuori i soldi per la campagna elettorale, ecc. L’unico risultato che si è ottenuto è stato il reciproco boicottaggio. Nessuno vuole togliere il diritto, nel momento in cui si litiga e non si può andare avanti con Mariano Ferro, di partecipare ugualmente a una competizione elettorale. Non sarebbe giusto, però è caratteristico dell’infanzia dire: Io ci devo essere perché ci voglio essere da candidato ecc., senza preoccuparsi delle conseguenze, che sono state la frammentazione che non ha fatto eleggere nessuno, neanche per un seggio di opposizione. E poi, che immagine dai? Ci siamo dimenticati che ci sono gli elettori? Penso che l’opinione pubblica conta e se ti fai vedere così, anche l’ultimo dei cuffariani o dei lombardiani che tiene una mano sul bottino e l’altra nella tasca del cittadino è più credibile perché almeno qualcosa la sa fare: almeno sa rubare, è un titolo. Questi episodi del recente passato ci devono dire che non siamo andati tanto bene. Per le prossime comunali, le prossime regionali, bisogna vedere se saremo capaci e in grado.
Alla concretezza dell’appuntamento che oggi ci vede qui voglio portare il contributo del lavoro fatto dal giorno di Ferragosto, una data che abbiamo scelto, che di solito non dovrebbe essere della politica ma dei giochi di spiaggia. Giustamente l’amico Corrao ci ha presentato come “Alba Siciliana”, che è una proposta, un movimento di opinione, è un giornale che viene fatto ogni settimana per tentare di lasciare una traccia non di sé, ma di ciò che è stato questo percorso che abbiamo riassunto anche poc’anzi, perché altrimenti rischiamo di ripeterci, di dimenticare, qualcuno se ne va, qualcuno viene, si ricomincia, abbiamo inventato la scrittura un po’ di tempo fa, io direi usiamola, perché serve a mettere alcune cose in chiaro e a non vagare nelle amnesie e nell’oblio continuo di noi stessi. Ne ho portato copia degli ultimi tre numeri, li consegno ai rappresentanti di questa iniziativa perché seppure non in maniera organica contengono delle proposte.
La proposta lanciata a Ferragosto è stata oggetto di una petizione con raccolta di firme che è stata portata avanti non da “Alba Siciliana” ma da un comitato spontaneo che si chiama “Salute e Territorio”. Nel testo della petizione – che vi consegno – le tematiche sono tre: la tutela della salute pubblica dal punto di vista sanitario, che non significa solo le emergenze di queste settimane ma significa anche chiedersi se, già per l’ordinaria attività, il sistema nazionale e il sistema sanitario nel Sud è in grado di fare il suo lavoro, oppure si trova a affrontare problematiche in più quando già le politiche di tagli hanno determinato uno sconquasso e un arretramento della condizione di tutela della salute delle persone in particolare in queste regioni. Quindi attenzione a non andare sotto determinate soglie di efficienza, che potrebbero diventare pericolose per quello che è il benessere sanitario di tutti noi.
Gli altri due argomenti riguardano la tutela dell’ambiente. Qualcuno ha parlato di agricoltura. Si dice che in Sicilia c’è l’agricoltura, forse ne è rimasta la memoria, però, se esiste davvero e vuole competere in termini di qualità bisogna tutelarla per quanto riguarda l’inquinamento, come è successo per la “Terra dei Fuochi”. Perché è chiaro che poi l’apprezzamento del prodotto cambia, se ci sono i rifiuti tossici sotto. Se si vuole dare un valore aggiunto al prodotto siciliano, quantomeno non dovrebbe essere inquinato. Come si fa a saperlo? Noi operiamo in particolare nella zona del Comprensorio del Calatino. Abbiamo qui alcuni amici di Ramacca che già da tempo hanno avuto il coraggio di cercare risposte sul problema del trattamento dei rifiuti e delle discariche note e ignote nel loro territorio. Ciascuno di noi risiede in un Comune siciliano, potrebbe iniziare a impegnarsi in questo senso e, se già lo stava facendo, condivida con gli altri il lavoro che ha svolto sul posto. Dunque il secondo punto è la tutela dell’ambiente dai rischi di terre dei fuochi che poi vengono scoperte dai magistrati e nessuno aveva visto niente. Non c’è agricoltura di qualità se non ci sono delle garanzie, anche perché se poi scoppia uno scandalo di stampa chi aveva prodotto tante belle le può solo portare al macero, perché lo scandalo ha rovinato il mercato. Sarebbe forse meglio non parlarne? Non credo che questo possa essere il rimedio o un programma di governo, come chi sostiene che la mafia non esiste.
Ultimo punto è l’inquinamento elettromagnetico, che significa collegare le grosse fonti come il ben noto Muos ma anche a livello territoriale locale, le fonti minori presenti nei centri abitati come le antenne di telefonia mobile ecc. Esiste una legislazione sulle misurazione e sui valori limite, però molto spesso i Comuni nei propri regolamenti non l’hanno recepita a sufficienza.
È un lavoro che si può fare luogo per luogo, ciascuno di propria iniziativa e poi mettendo in comune i risultati che si possono ottenere. Noi abbiamo fatto delle iniziative a Caltagirone, degli incontri pubblici anche con l’ex sindaco di Roma Alemanno. C’è stata attenzione della stampa e dei media, la classe politica locale è stata svegliata, gli amministratori si sono attivati e hanno emesso provvedimenti, in particolare nei confronti di case di accoglienza nate all’oscuro delle amministrazioni comunali, come rapporti tra privati: quello che ha una casa vuota e decide di usarla così per guadagnarci qualcosa. È un uso che porta delle conseguenze e dei potenziali disagi. I disagi si erano prodotti, e gravi. Il sindaco di Caltagirone ha scoperto che aveva uno strumento e lo ha applicato subito, il che potrebbe essere di esempio per gli altri sindaci: ha fatto delle ordinanze di espulsione. Si tratta di uno strumento che non interviene in maniera indiscriminata. Laddove si parla di accoglienza bisogna vedere qual’è il modo in cui agiscono le persone accolte. I casi di disordine pubblico e allarme sociale vanno individuati, non è giusto considerare allo stesso modo la persona che si comporta bene e altri che operano diversamente. Abbiamo fatto scoprire al sindaco di Caltagirone che aveva questo strumento, l’ha usato subito. Si è così dimostrato che stimolare con battaglie civiche le Istituzioni porta a dei risultati.
Non so voi cosa avete fatto negli scorsi mesi, cosa avete intenzione di fare nei prossimi, comunque vi incoraggio a cercare nei vostri luoghi di appartenenza le collaborazioni su progetti semplici, precisi e chiari perché, volendo, i risultati arrivano. Noi siamo una piccola dimostrazione: senza fare miracoli o avere grandi forze nelle mani, i risultati sono arrivati. Le Istituzioni si attivano secondo la volontà e su ciò che i cittadini gli chiedono, perché la voce unitaria attraverso la raccolta di firme permette di ottenere molto. Grazie.

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