Profughi, clandestini o nuovi europei? (VIDEO)

Profughi, clandestini o nuovi europei? Dall’accoglienza temporanea alle ipotesi di integrazione (Catania – 2014.11.14)

Il Parlamento Europeo ha organizzato a Catania un incontro sul tema dell’immigrazione. Si terrà presso il Monastero dei Benedettini venerdì 14 novembre, per l’intera giornata. L’accoglienza è gestione di momenti emergenziali o deve consolidarsi in un sistema funzionante che mira a integrare i nuovi arrivati nella società italiana e europea? Tra i partecipanti, oltre al ministro dell’interno Alfano, alcuni dei maggiori responsabili sul territorio, come il direttore del Cara di Mineo. Il controllo all’ingresso per il pubblico partecipante cercherà di evitare le contestazioni, sebbene in una precedente occasione la scorsa primavera nello stesso luogo non erano mancate le voci critiche, da parte della Rete antirazzista catanese così come di esponenti dell’Arci e dell’Anpi, che contestavano da sinistra il business dell’accoglienza. L’incontro si era concluso con aspre polemiche tra i due gruppi contrapposti: da un lato gli operatori del Cara, dall’altro gli attivisti dei diritti umani dei migranti. Era il 26 marzo scorso, riascoltiamo alcuni passaggi di quel confronto, anche aspro, che era avvenuto davanti a un numeroso pubblico di studenti universitari di Catania e alla presenza dell’ex magistrato Antonio Ingroia.

Esponente Anpi Catania: In realtà sono rimasta un po’ amareggiata e delusa perché noi, come Anpi, avevamo dato l’adesione per questo convegno e pensavamo che fosse posto in un modo diverso, cioè che in questo tavolo a me non interessa se ci fosse o meno l’Anpi, ma mi interessava tantissimo che ci fosse per esempio la Rete Antirazzista di Catania, il Centro Astalli e tante altre associazioni che hanno sempre lottato per i migranti, credo che stasera dovevano essere qui a portare non solo la loro testimonianza ma fare in modo che ci fosse veramente un contradditorio e capire che cosa sta succedendo in Italia. A Roma, in tanti altri posti si sono uccisi, si sono impiccati, c’è chi si cuce la bocca. Spesso e volentieri questi invece di essere l’accoglienza soprattutto per chi viene da paesi veramente dove ha sofferto, dove c’è la guerra, vengono trattati non come esseri umani, con dei diritti ecc., ma come degli animali.
Io, per esempio, vorrei chiedere al dott. Maccarrone, questo Cara di Mineo a che cosa serve? I migranti devono stare mesi e mesi racchiusi in questi Cara. Mentre prima potevano circolare, adesso abbiamo i militari con fucili che girano intorno al paese e nelle campagne, quindi voi vedete che tipo di rapporto ci potrà essere tra i migranti e i paesi di Mineo, Palagonia, ecc. con la presenza questi militari e della polizia che gira. Credo che dei rifugiati politici non dovrebbero essere trattati in questo modo. Poi, come vengono assunti, come sono stati assunte le persone che lavorano nei Cara? Il Cara di Mineo è al servizio dei migranti, o è al servizio di un sistema clientelare per quelli che vengono assunti? C’è trasparenza nel modo in cui hanno avuto il lavoro? Che cosa succede all’interno di questi Cara?
Alfonso Di Stefano, Rete Antirazzista Catanese: Nella relazione che ha fatto il dott. Ingroia si parla delle politiche di carcerizzazione dei migranti. Nei fatti le politiche securitarie contro i migranti non solo generano processi criminogeni ma creano tragedie nel Mediterraneo, che oramai è diventato un cimitero marino.
Dopo le “primavere arabe”, nel 2011, le politiche del governo Maroni-Berlusconi portano a respingimenti in mare. In due mesi arrivarono circa seimila tunisini e vennero segregati a Lampedusa. Si inaugurò il Cara di Mineo, che fa parte delle nuove politiche segregazioniste anche per i richiedenti asilo. Quando era sorto doveva “accogliere” non oltre duemila migranti, ora ce ne sono oltre 4500. Tra i motivi dell’affollamento il mancato rispetto dei tempi per la risposta alle domande di asilo, fissati in 35 giorni. Si aspetta oltre un anno, ecco che siamo di fronte a una politica di carcerizzazione. Noi ci battiamo per la chiusura di tutte le galere etniche a partire dai Cie, nei Cara si può uscire la mattina fino alla sera, ma il paese più vicino è a 11 chilometri, non ci sono possibilità di inserimento sociale. Molti richiedenti asilo che stavano effettuando un percorso di accoglienza in altri centri d’Italia sono stati trasferiti al Cara di Mineo, determinando ulteriori disagi e si sono verificati anche suicidi come quello del giovane Mulue Ghirmay, che si è impiccato. Sono passati mesi e non si fa niente, perché tutti giocano a scaricabarile. Le reazioni dei migranti o si manifestano in forme di autolesionismo oppure proteste come a metà dicembre scorso. Poi la Prefettura va lì e promette che verranno quadruplicate le commissioni che esaminano le richieste d’asilo. In realtà ancora oggi si devono ancora formare queste commissioni. Ogni giorno che passa entrano in cassa 34 euro per ogni ospite del Cara, si raggiungono costi altissimi, ecco il business dell’accoglienza.
Il 16 febbraio abbiamo fatto una manifestazione per la chiusura del Cara di Mineo. Con riferimento a questo convegno, devo dire che c’è una evidente vicinanza tra i sistemi mafiosi e chi gestisce i flussi migratori, anche nel suo ruolo di carceriere dirigendo il Cara di Mineo.
Rappresentante del Cara di Mineo: Sono Denise Zaksongo, studente all’Università di Catania. Se l’immigrato che viene in Italia è integrato a 360 gradi nella società italiana, è un bene per tutti. Ma se distruggiamo noi stessi condannando Tizio, Caio e Sempronio – senza fare l’avvocato di nessuno – dicendo che sono dei ghetti ecc… Nel Cara quanti immigrati ci sono?
Rappresentante Arci: La signora Denise fa finta di essere uno studente ma lavora al Cara di Mineo. A chi serve questa enfatizzazione del tema della sicurezza? All’interno della struttura vi sono molti problemi, prostituzione ecc. si sa poco perché non è permesso entrare.
Anna Di Salvo, associazione “Città Felice” Catania: tra le altre cose ci occupiamo di evidenziare e contrastare casi di violenza sessista. Quest’anno per l’Otto Marzo, alla luce di una serie di manifestazioni fatte davanti al Cara di Mineo insieme alla Rete Antirazzista Catanese, cittadini del Calatino, l’associazione Astra di Caltagirone ecc. abbiamo sentito testimonianze di donne che cominciano a subire violenze dal momento in cui escono dalle loro case, le subiscono sui barconi, allo sbarco nelle visite mediche ecc. Inoltre c’è una induzione allo sfruttamento sessuale per molte donne richiedenti asilo. Allora ci chiediamo cosa si fa per evitare una delle cause, cioè la lunghissima permanenza di attesa dentro i Cara? Perché le donne sole, senza mariti, non vengono protette in luoghi specifici e si lasciano soggette a ogni tipo di violenza? Come mai su queste problematiche non c’è un’attenzione più precisa da parte della magistratura, ecc.?
Una studentessa: Vorrei spostare un poco l’argomento, lei dott. Ingroia che è un magistrato potrà darmi una risposta più esaustiva. Cosa fanno affinché le leggi vengano rispettate non solo dai cittadini, ma anche dagli stranieri? Perché se non c’è rispetto della legalità, chiunque venga in Italia si sente in diritto di poter fare quello che vuole, nessuno rispetta più le leggi, dov’è lo Stato? Dov’è la certezza della pena, questo è importante! Dall’altro lato si sta dando l’immagine delle città come luoghi non sicuri, io in quanto donna voglio avere la sicurezza di poter camminare tranquilla, e questo nessuno me lo può levare.
Attivista antirazzista: In occasione di un evento come questo, sarebbe stato bene avere la presenza dei migranti. Non entro nel merito del perché non sia stato possibile raccordarsi con strutture associative o quant’altro che rappresentano i migranti a Catania, però si poteva anche sopperire a questo aspetto se per esempio venivano proiettati gli interventi di circa una decina di migranti “ospiti” del Cara di Mineo che sono intervenuti alla manifestazione del 16 febbraio davanti al Cara di Mineo, giusto per sentire, per l’educazione delle nostre coscienze, quali erano le loro forti lamentele rispetto alle loro condizioni di vivibilità e rispetto alle questioni più complessive circa l’enorme ritardo di concessione del permesso di soggiorno. Voglio anche chiedere al dott. Ingroia, come è possibile che la nostra società democratica non crea una soluzione alternativa per salvare queste persone in molti casi dalla sicura morte, e poi chi si muove viene chiamato con l’epiteto aberrante di trafficante umano?
Mediatrice culturale: Volevo parlare dei minori non accompagnati e di illegalità. Purtroppo si è verificato un fenomeno molto brutto a Catania ma anche in altre parti d’Italia. Il minore non accompagnato è stato un oggetto di business, da parte degli istituti ex Ipab. Vengono tenuti in questi istituti, non hanno un percorso formativo, non hanno nessun tipo di assistenza anche psicologica, non viene fatto un corso di italiano, niente, zero. Molto spesso si danno da fare come possono, entrando nell’illegalità perché poi c’è sempre l’italiano che fiuta l’affare nel minorenne e lo utilizza come vuole. Quindi è un grosso problema anche perché quando un minorenne fa 18 anni viene mandato via dall’istituto. Ha una possibilità di restare fino a 21 anni ma non sempre è concessa. Così ci ritroviamo sul territorio e nelle nostre strade molti neo maggiorenni che non sanno assolutamente cosa fare, dove andare, come lavorare. Per mangiare sono costretti a delinquere.
Direttore del Cara di Mineo Sebastiano Maccarrone: Invito fin da ora i docenti universitari a visitare il “carcere” Cara di Mineo. Io non sono uno che gestisce carceri. Non è nella mia testa né tantomeno mi sogno economicamente di fare quello che faccio. Io vorrei veramente invitare tutti quanti voialtri a venire al Cara di Mineo, una struttura aperta dove chiunque, ovviamente con i dovuti requisiti e permessi prefettizi, può accedere con tanto di telecamere e parlare con chi vuole, su questo non ci sono pregiudizi. Non abbiamo nessun timore a nessun confronto, chi vuole venire al Cara di Mineo è libero di farlo, di accedervi e constatare i servizi che vengono erogati. Là dentro c’è la Questura di Catania, che vigila su eventuali abusi o reati. Chi sbaglia viene rigorosamente punito, così come accade nelle nostre città: tale e quale, glielo posso garantire. Non voglio scendere a ulteriori provocazioni.
Immaginavo che l’incontro di oggi andasse a concentrarsi sul Cara di Mineo. Questo è un compito che ci chiedono le Istituzioni italiane. Ci sono modi e modi di fare accoglienza, possiamo sicuramente discuterne, giusto, sbagliato, ci possiamo sedere attorno a un tavolo e cercare di migliorare, ci mancherebbe altro. Anche la situazione di Mineo è migliorabile, ma non sono questi i momenti, di fronte alla popolazione giovanile, di esprimere questa forma di polemica, quando di fronte si hanno anche dei bambini, dei minori che comunque sono venuti in Italia per motivi che tutti quanti sappiamo.
Noi rispondiamo a quelle che sono le esigenze di un governo, dello Stato italiano. Cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile. Ci possiamo confrontare, incontrarci con tutte le associazioni che non vogliono questo tipo di accoglienza, possiamo discutere a un tavolo tecnico, tutto è migliorabile, tutto si può cambiare sicuramente, ognuno di noi porta la propria esperienza però, nei confronti dell’immigrazione, perché penso che pochi possono parlare di immigrazione, solo chi ha sentito la puzza di quando arrivano ai porti, di queste persone, che a me francamente mi riempie quando sento ancora quella puzza che si chiama puzza ma per me è un odore.
Docente universitario: il dott. Maccarrone gentilmente ci ha invitato a visitare la struttura. Io dirigo questo master in mediazione culturale, quindi prendiamo l’occasione per farle una visita con i ragazzi. Potremo visitare il centro d’accoglienza e sarà per loro sicuramente un momento formativo. Poi se qualche associazione si vuole aggregare saremo ben lieti di portarli con noi.
Esponente associazione “Libera”: Confesso che anche a me sarebbe piaciuto ascoltare certe risposte, per quanto riguarda il dott. Maccarrone ci sono state delle richieste specifiche, delle domande ma evidentemente non c’è stata oggi la possibilità di ottenere risposte specifiche. Però le domande rimangono, speriamo di poter avere le risposte. Noi come “Libera” porteremo avanti questo discorso di giustizia e di legalità, sulla mafia e le associazioni mafiose in rapporto all’immigrazione e con riferimento al Cara di Mineo.

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