Con la Pro Loco di Mineo, gita alle antichità nelle campagne di Militello

Le passeggiate domenicali con il gruppo “Trazzeri trazzeri” e la Pro Loco di Mineo portano in luoghi che fanno pensare a una Sicilia senza tempo. I popoli più antichi ci danno appuntamento qui, con gli ultimi pastori che hanno abitato le stesse grotte e capanne. Il millennio si condensa in un punto, raggiunge una dimensione sospesa che a tutto somiglia tranne che al presente, dal quale arriviamo come visitatori estranei.
Schivando le allegre fucilate di quanti si dilettano in rumorosi passatempi, riusciamo a trovare un utilissimo riparo. È una struttura che, agli albori dell’arma da fuoco, venne appositamente costruita per affrontare situazioni difficili. Prima un esercito, poi un altro: cinquecento anni fa l’Italia, frammentata in tanti bellicosi regni, passava di mano in mano. I regnanti di Francia e Spagna miravano a estendere i rispettivi imperi nel continente europeo e l’Isola di Sicilia aveva molte attrattive, forse anche più di ora. Una via interna per raggiungere e conquistare Catania passava da queste campagne, nel territorio di Militello, contrada “Dosso Frangello”. Per la Sicilia fu l’ultima guerra degna di nota, passeranno secoli prima di arrivare all’impresa dei Mille guidati da Garibaldi e allo sbarco delle forze Alleate. A testimoniare quella fase dell’antagonismo franco-spagnolo rimangono ben conservati camminamenti, postazioni, torrette di avvistamento che quasi nessuno conosce. La meriterebbero, un po’ di attenzione, sono reperti unici nel loro genere, non ce né di simili in tutta la regione. Finora le cose sono andate diversamente: nonostante già siano stati fotografati, descritti e pubblicati più volte, nulla disturba l’indifferenza di Comuni e Soprintendenze ai beni culturali, che hanno sempre ben altro da fare invece di impegnarsi nella tutela dei siti, lasciati al loro destino di incuria che nessuno conosce.
A non molta distanza si raggiunge un altra zona pianeggiante, soprelevata rispetto alla Piana di Catania e perciò panoramica. Secoli prima dei greci, già in epoca preistorica, qui si viveva in piccole tribù e i morti venivano portati in tombe rupestri, scavate nell’arenaria con decorazioni sulla facciata in forma di architetture civili o religiose: case e templi.
Anche gli appassionati di geologia troveranno in questi luoghi tante caratteristiche degne di nota. Rocce e montagne raccontano avvenimenti ancora più remoti, di quando c’era il mare e, prima ancora, eruzioni vulcaniche oggi riconoscibili in strati di basalto scuro con particolare forma a colonne esagonali.
Se in Sicilia la primavera arriva a dicembre, è davvero un peccato non venirgli incontro con delle belle gite alla scoperta dell’esotico che ci è vicino. Turismo a basso costo, di natura e cultura, camminando insieme “Trazzeri trazzeri”.

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