2015.02.03 – Conferenza pubblica su IMU agricola

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Ho partecipato in qualità di moderatore all’incontro tenutosi a Mineo martedì 2 febbraio 2015 riguardante la tassazione IMU per i terreni agricoli. Qui di seguito, la trascrizione del mio intervento introduttivo. La documentazione completa con registrazione integrale dell’evento è disponibile qui.

Buonasera a tutti, innanzitutto vorrei ringraziare la padrona di casa, la sig.ra Santina Salerno che ci ha ospitato qui oggi. Era giorno di chiusura, lei è stata sempre molto collaborativa verso le nostre iniziative, e oggi ancora più del solito, per cui ha reso possibile con il suo locale la nostra riunione.
La nostra riunione anche dalla partecipazione dimostra che il problema di cui ci stiamo occupando è molto sentito. Se ne è parlato notevolmente nelle ultime settimane, ma senza la dovuta chiarezza, che sarebbe necessaria per chi opera. È la base dell’economia nazionale e regionale, oggi noi siamo qui per ascoltare anche tecnici e operatori del settore, li presenteremo man mano, proprio per avere un quadro chiaro e per sapere come muoverci operativamente.
Noi abbiamo qui persone venute da tanti Comuni della provincia. Le varie categorie in cui rientrano i singoli Comuni sembrano un po’ dividere il campo per cui i “fortunati di Vizzini” a quanto pare staranno meglio rispetto all’Imu, sono “più montuosi” di altri. L’anno prossimo non si sa, potranno essere “più pianeggianti”, secondo come la burocrazia decide. Ma ciò non deve farci perdere il senso unitario del problema della fiscalità nazionale e generale che una volta o l’altra con la sua fame di risorse, forse nell’incapacità di gestire e ottimizzare alcuni aspetti dei costi, dice “tanto c’è sempre chi è pronto a aprire il portafogli”.
Parleranno persone molto più titolate di me, quindi io vorrei semplicemente dare una sensazione: sarà vero che per rilanciare un settore economico bisogna tassarlo di più? Qualcuno potrebbe pensare che altrimenti si lasciano le terre incolte, invece così devono diventare produttive per pagare le tasse. Non si è mai sentita una cosa del genere, soprattutto quando anche i costi della semplice manutenzione del territorio, che non è solo terreno produttivo, sono anche pezzi del Paese che poi sono soggetti a incendi, dissesto idrogeologico, tutte quelle problematiche che hanno poi dei costi di riparazione molto maggiori. Vorremmo cercare prima di tutto di capire cosa aveva in mente il legislatore, il governante nel fare questa politica fiscale. Forse due anni fa, quando si mise a tassare i caseggiati rurali non prevedeva che le persone li avrebbero buttati giù col trattore, ma era forse prevedibile proprio perché erano delle strutture rimaste lì, di altri tempi e invece di valorizzarle venivano messe sotto il peso fiscale.
Abbiamo qui stasera persone che ci spiegheranno e ci aiuteranno a orientarci. Abbiamo i rappresentanti delle categorie, che già si sono mosse: stamattina alla Camera di Commercio di Palermo c’è stato un incontro con l’attuale assessore regionale Caleca, che purtroppo pare non sia un addetto ai lavori, si farà consigliare dai colleghi tecnici se lo sapranno fare. In questo incontro Agrinsieme, che raccoglie alcune delle sigle di rappresentanza, e anche LegaCoop Sicilia hanno già fatto presente sul problema specifico dell’Imu agricola una criticità, una sensibilità e una difficoltà dell’intero comparto. Questo è un segnale incoraggiante, perché parlano a nome di tanti che si riconoscono in queste associazioni, e già pone una premessa: alla data di scadenza, se ci fossero problematiche a macchia di leopardo o più diffuse da parte di tanti a accettare o a venire incontro a queste richieste fiscali, sembra sia annunciato che avranno dalla loro parte anche queste organizzazioni di categoria, il che è molto importante in una vertenza con lo Stato e con il governo, per essere meno deboli, non so se più forti.

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