Le infinite storie che racconta Monte Iudica

Nei cieli di febbraio vola ogni tipo di nuvole. La mattina di domenica 8 il gruppo di esploratori campestri “Trazzeri Trazzeri” insieme alla Pro Loco Mineo ha visitato una nuova località dell’interno siciliano, a ottocento metri sul livello del mare.
Monte Iudica, nel Comune di Castel di Iudica, è tra le formazioni geologiche più antiche della Sicilia. È stata datata al Triassico, oltre duecento milioni di anni fa. Era una piccola isola in mezzo al mare, ben prima dell’emergere del resto della Sicilia. Vi si trovano fossili di animali come le ammoniti, che hanno permesso la datazione degli strati di roccia sedimentaria. Nei dintorni, verso Monte Scalpello, sono state trovare le ossa di un ittiosauro e anche i resti di un antico elefante nano. Per quanto riguarda la presenza umana nella storia di Monte Iudica, si registrano prime presenze dal Bronzo Antico (ca. 3.000 a.C.). Nel periodo greco esisteva una cittadina piuttosto importante, della quale però non sappiamo quasi nulla tranne qualche riferimento di Tucidide all’abitato di Sergezia, o Ergezia, conquistato dai greci nel V sec. a.C. con una spedizione del tiranno Ippocrate di Gela. Il centro abitato continua a vivere fino al IV sec., segue un lungo periodo di abbandono fino alla ripresa nel periodo bizantino e durante il dominio arabo sulla Sicilia. Il sito di Monte Iudica fu uno degli ultimi a essere conquistato dai normanni. Goffredo Malaterrae, un prete al seguito dell’esercito normanno dei due Ruggeri, nella sua Storia della Sicilia racconta che la città di Zotica – come viene chiamata nel medioevo – viene conquistata nel 1076. Tutti gli uomini sono uccisi, donne e bambini vengono deportati in Calabria e venduti come schiavi. Leggende locali affermano invece che la città venne conquistata dai caltagironesi, in numero di mille, per punire il rapimento da parte degli arabi di una donna di Caltagirone. Da qui il toponimo “u Sautu a Vecchia” di una zona molto scoscesa dove la donna, giovane ma travestita da vecchia e di nome Margiana, sarebbe stata lanciata nel dirupo. Ella aveva mandato un messaggio ai suoi fratelli che erano a Caltagirone, promettendo che se un certo giorno a tale ora si fossero avvicinati in armi, lei avrebbe aperto le porte della città per facilitarne la conquista. E così fu.
Re Ruggero aveva promesso ai caltagironesi che se riuscivano nell’impresa avrebbero avuto tutto il territorio della città occupata, cioè il feudo di Camopietro, 40.000 salme di terra (da Raddusa a Jannarello, da Libertinia a Ramacca). Secondo un’altra versione della leggenda, la donna si chiamava Eloisia Bonanno – famiglia antica e importante di Caltagirone – e venne rapita giovane e portata nell’harem del califfo.
La strada che porta al Monte Iudica si chiamava transitus iudaicus, la via dei giudei. Ciò fa pensare che ci potesse essere qui una colonia ebraica siciliana. Fa pensare anche il toponimo Camopietro, derivabile da Al Qama, il consiglio degli anziani nelle comunità ebraiche.
Nel 1232 la città viene distrutta da Federico II di Svevia, perché insieme a Centuripe e altri due centri della Sicilia Orientale si erano ribellati al potere regio. Gli abitanti vennero deportati a Lucera, in Puglia, l’evento è documentato da uno scritto conservato nel Duomo di Catania: una petizione del Vescovo che chiedeva al re di pagare la decima di monte Iudica, perché da quando quella città era stata distrutta – e riporta l’anno – nessuno la pagava più.
Nel 1542 si stabilisce in quest’area un gruppo di monaci eremiti. Il territorio di Monte Iudica era appartenente al Senato di Caltagirone, al quale i monaci dovevano pagare un tributo, cioè un sacchetto di zafferano, che veniva coltivato. Gli eremiti provenivano da Monte Scalpello, secondo l’uso di spostarsi per costituire nuove comunità al raggiungimento dei duecento componenti. In seguito, da Monte Iudica gli eremiti vanno a colonizzare Monte Turcisi e poi Russomanno. Nel monastero di Monte Iudica i monaci rimasero fino al 1805 circa, poi il sito fu definitivamente abbandonato.
In alcune ricerche fatte negli anni Sessanta sono state trovate un blocco di pietra con iscrizione medievale e uno stemma con la data 1630 e il disegno di un braccio armato e un compasso. In un documento del 1693 il vescovo di Catania chiede al viceré di concedere delle somme per la costruzione della chiesa di Monte Iudica, perché circa duemila persone che abitavano alle pendici del monte in molte masserie non avevano edifici di culto vicini. La chiesa oggi in rovina era dedicata a San Michele Arcangelo e è stata usata anche come cimitero. Molte sue parti sono pericolanti, il campanile rischia di crollare completamente e sarebbero urgenti lavori di consolidamento e messa in sicurezza, con fondi che il Comune dovrebbe attivarsi per cercare presso la Soprintendenza e la Regione.
Nel 1835 venne approvata la legge sui feudi extraterritori: se non c’era continuità territoriale con il possessore, il feudo doveva essere aggregato al paese più vicino, in questo caso Ramacca. La rete di piccoli insediamenti nell’area si è sviluppata poi nelle varie frazioni che oggi formano Castel di Iudica. Il paese è in realtà una creazione fittizia recente, dal 1934, quando la zona fu resa autonoma dal Comune di Ramacca. La Pro Loco di Castel di Iudica ha sede in un bel caseggiato in pietra, un rifugio montano ristrutturato interamente alcuni anni fa e tenuto in ottime condizioni dalla associazione di volontari. Gli escursionisti possono prenotare la visita guidata e prendere visione dei molti documenti e dei materiali là conservati. C’è il parcheggio, la terrazza solarium, lo spazio giochi. Inoltre vi è stata allestita una foresteria con cucine, servizi e trenta posti letto per i gruppi, che possono così pernottare sul posto come tappa dell’itinerario scelto per andare alla scoperta delle tante località ricche di natura e storia nell’interno della Sicilia. Tanti sono i Comuni che potrebbero prendere esempio da Castel di Iudica, laddove si fa tanto parlare di promozione del turismo ma poi nel concreto nulla o ben poco avviene per favorirlo davvero.

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