Dall’Archivio Storico del Comune di Mineo, la vicenda del monumento a Capuana (1)

01Per quanto riguarda lo spazio nel quale verrà costruito il monumento a Capuana, presso l’Archivio Storico del Comune di Mineo – d’ora in avanti ASCM – nei voll. Provvisori n. 2469-2470 (Lavori Pubblici) si conservano alcuni documenti che illustrano come il Comune nel 1935 acquistò un terreno che era precedentemente occupato da un edificio, adiacente all’antica Piazza Buglio o Del Mercato. Un primo riferimento alla procedura di acquisto è datato 6 settembre 1933 [1], ma ancora il 31 dicembre 1934 si rinviava la definizione della cifra stabilita per l’acquisto [2]. Finalmente il 25 maggio 1935 con delibera del Podestà si procede all’acquisto: «Ritenuto che per l’attuazione del progetto superiormente approvato, occorre occupare e comprare parte di un terreno, sito in questo abitato, confinante a Nord con la Via Ponte Tamburino, a Sud col terrapieno della Piazza Buglio, ad Est ed Ovest coi terreni del Gr. Uff. Albertini Dr. Croce, appartenente alla Sig.ra Ventura Maria di Salvatore, catastato a suo nome all’art. 8957 col reddito imponibile di L. 117,35 che cede bonariamente». Dalle carte si evince anche il nome di tale Agrippino Amato, di Agrippino, per mestiere bastaio, il quale per l’anno 1935 avrebbe pagato l’imponibile di L. 117,35 per l’immobile. L’Ufficio Tecnico comunale ha fissato l’indennizzo per il terreno a L. 2.440. [3] Il cognome completo della proprietaria è Ventura Sorrentino e risulta domiciliata – o residente – a Zafferana Etnea. La somma stabilita viene prelevata dall’art. 49 A. dei residui 1934, il contratto viene stipulato a spese del Comune. D’altra parte, la data di stipula del contratto avrà ulteriori ritardi, fino al 6 settembre 1935. Ciò perché nel frattempo la sig.ra Ventura il 24 luglio aveva venduto una delle botteghe situate lungo la Via Sotto Ponte Tamburino e già pertinenti al palazzo demolito. L’acquirente è la sig.ra Caterina Damigella. In fondo allo spazio della bottega verrà collocata la base del monumento a Capuana e ciò rende necessaria una rettifica del contratto, per specificare che quello spazio appartiene al Comune di Mineo che lo ha acquistato come parte del terreno in precedenza occupato dal palazzo: «dichiariamo che il confine nord limitato nell’atto di cui sopra “con terrapieno” è invece la base in muratura per il monumento a Luigi Capuana, costruita dal Comune di Mineo e di proprietà del medesimo, insieme al terreno su cui insiste detta base» [4]. Il 19 maggio 1935 la sig.ra Ventura aveva scritto al Podestà avanzando precise richieste a tale proposito: «Son trascorsi circa tre mesi dall’ultimo abboccamento in merito all’occupazione del mio magazzino per il monumento a Capuana. Ella mi promise che presto avrebbe provveduto alla regolarizzazione della pratica e successivo pagamento. Intanto fin’ora non ho avuto nessun cenno sulla deliberazione che Ella doveva emettere. La prego ancora una volta volere sollecitare il disbrigo della pratica per il pagamento delle indennità a me spettanti. Se qualche cosa è stata fatta la prego volermene informare. Debbo pregarla ancora di volere ultimare i lavori di restauro che preesistevano prima dell’occupazione nella parte di bottega rimasta, cioè: ricollocazione della porta, rifacimento dell’intonaco alle pareti e sistemazione del pavimento.»
02La verifica della effettiva disponibilità del bene oggetto della vendita al Comune era stata effettuata tramite il Cav. Italia, di Catania, che aveva fornito il certificato delle iscrizioni ipotecarie esistenti dal 1 novembre 1933 in poi, tratto dalla Conservatoria delle Ipoteche. La somma stabilita verrà pagata dal Comune in seguito alla rettifica del contratto di vendita del vano confinante con il basamento del monumento, contratto che nella sua versione originaria comprendeva anche quello spazio.

Leone Venticinque, per la Società di Studi Menenini

Note:
1 Cfr. atto amministrativo n. 23, del 1933.09.06, registrato il 1933.12.08 n. 546, autorizzato con Decreto n. 60669 del 1933.12.11. In: ASCM, cit.
2 Cfr. delibera n. 637, del 1934.12.31, successivamente approvata nella seduta della G.P.A. n. 10932, del 1934.12.31. In: ASCM, cit.
3 Cfr. delibera del Podestà, del 1935.05.25 (prot. 2806 1935.06.01, reg. n. 208). Segretario comunale è il Cav. Dr. Diego Failla. In: ASCM, cit.
4 Cfr. lettera del Podestà Croce Albertini a Mario Quattrocchi, Catania, 1936.01.04 e risposta di quest’ultimo del 1936.01.09, prot. n. 165, 1936.01.10. In: ASCM, cit.

Pianta geometrica del Comune di Mineo diviso in tre Sezioni, denominate la prima A di Sant’Agrippina, la seconda B di San Pietro e la terza C di Santa Maria Maggiore, levata da me infrascritto Architetto di Caltagirone giusta l’art. 139 delle istruzioni perl catasto fondiario l’anno 1843. Dettaglio della Piazza del Mercato con il palazzo contrassegnato dal n. 3 e denominato “Tamburino” (nella foto in alto prima della demolizione, inizi ‘900).

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