Cosa ricorderemo della Amministrazione Aloisi

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Il paese la confermerà per un altro mandato?

Cosa ricorderemo della Amministrazione Aloisi

È forse troppo presto per fare un bilancio? Forse no. Perché si dovrebbe aspettare il termine del mandato, se non esistono obiettivi da realizzare? Quali sono state le qualità di questa miracolata, Virginia Raggi menenina? Cosa ha fatto splendere la sua figura in questi anni? Grandi idee non se ne sono viste. Mode copiate sì, come l’utile striscione in piazza sul femminicidio… che avrà sicuramente salvato molte vite. Un sindaco non è pagato per rispondere a macchinetta su ogni singolo problema che “non ci sono i soldi”: sono buoni tutti. Sono buoni tutti a dire che “manca civiltà, ci vuole educazione ecc.”, un sindaco non è pagato per scaricare sui cittadini le colpe per la spazzatura sparsa in giro nel paese e nelle campagne.
Quali meriti personali? Quali risultati? Si è visto solo un fragile ego, senza traccia alcuna di serietà, rigore, autorevolezza, tempestività e capacità innovativa. Forse è col Gratta e vinci che si è ottenuta quella carica politica! Un deserto di eventi, il nulla più completo e compiuto, ma forse alla signora avevano spiegato che fare la sindaca era mettere la fascia e esibirsi col calesse in piazza un paio di giorni l’anno, e basta più. “Semu in mani di nuddu”… è la frase che si sente in giro, l’amministrazione Aloisi verrà ricordata come “l’era di Nuddu!”
Pensa forse la sindaca che lo stipendio assicuratole con i soldi dei cittadini le sia dovuto in quanto impiegata comunale, che basta presentarsi ogni mattina in ufficio e starci qualche ora? Troppo facile tirare a campare, basterebbe un commissario. Il sindaco deve portare avanti il programma per il quale è stato votato e sul quale ha vinto la competizione democratica. Quale sarebbe dunque il programma di Aloisi? Sui rifiuti non si è visto niente; lo stesso per la “Casa dell’Acqua”; decoro urbano non pervenuto, zero iniziative di promozione economica e attrazione turistica. L’elenco potrebbe continuare. In tutto ciò, c’è stata solo la fuga dal confronto coi cittadini, tanto nel fu Consiglio Comunale che in ogni altra sede, e invece è stato onnipresente il furbesco invito a chi protesta, a incontrarla in privato, cioè lontano dallo sguardo dei cittadini.
Lungimiranza? Ma dove? Sull’immigrazione non ha saputo vedere quel che già si era detto da tempo, che le masse clandestine si sarebbero dimostrate un grosso problema, altro che accoglienza e risorse! Ora lavarsene le mani è troppo facile, la signora ci ha speso su tante parole di incoraggiamento, ha cavalcato il bisogno della gente assicurando che sarebbe stato tutto rose e fiori… Tanti slogan buttati a caso, con occhi luccicanti di monete a beneficio di tutta la cricca! Già, è stato proprio un buon affare… quanta sincerità e poi si è visto: rotto il giocattolo del Consorzio di Comuni “Calatino terra d’accoglienza”, tutto sparisce! Non se ne parla più! Ma il Cara è ancora là, così come gli altri centri molto opachi nel territorio di Mineo, i pochi posti di lavoro pubblico distribuiti chissà come, premio di fedeltà alla fazione e nient’altro.
Si vede bene che il paese è in condizioni peggiori di come lo aveva trovato. Non era impresa facile deludere in pieno le aspettative degli elettori che avevano deciso nel giugno 2013 di cambiare pagina, a favore di una discontinuità con la precedente amministrazione ventennale. Ne sono successe talmente tante che già molti al suo posto si sarebbero fatti un trapianto di faccia. Volendo, c’è anche Caltagirone vicino, per una veloce passata di stagno nuovo.
E la signora sindaca non parla, sfugge alle interviste, scappa di corsa dai giornalisti… che spettacolo squallido, avvilente, quante donne ancora sono orgogliose del “primo sindaco rosa”? Unieux non se ne abbia a male, ma Mineo è più adatta a un gemellaggio con Librino. È diventata la sua succursale, soprattutto per il benefico influsso del ghetto militarizzato nella Piana, il Cara che ha reso Mineo conosciuta ovunque. Che montagna di squallore e di tristezza, Aloisi a chi darà la colpa di tanta miseria?
Furbizia e doppiezza? Ecco due qualità che invece sono emerse abbondanti. Nel pugnalare alle spalle i suoi padrini, mostrando ingratitudine infinita. Stia attento – politicamente – chi le sta vicino, che ’na cortellata ce sta pronta pure pe’llui! Quelli che gli stanno intorno non hanno vera stima nei suoi confronti: è solo genetica debolezza verso il potere. La sottomissione lecchina fa curriculum, si può spendere anche a distanza di tempo e Talleyrand lo ha dimostrato secoli or sono, facendo carriera in Francia sotto quattro regimi. Non importa se Napoleone lo chiamava “merda in calze di seta”, sono piccoli prezzi da pagare mentre la dignità non si mangia.
L’avv. Aloisi ha la possibilità di proporsi per un nuovo mandato alla scadenza naturale della sindacatura. C’è qualche motivo che potrebbe spingerla a non ricandidarsi? Teme forse di non uscire vincente dal giudizio democratico il giorno delle votazioni? Impossibile! Sarebbe un’altra fuga dal confronto, non con giornalisti o avversari politici ma stavolta davanti a tutti i cittadini del paese. La sua prossima ricandidatura è un dovere morale dopo aver cercato – senza riuscirci – di chiudere la bocca al dissenso politico anche con denunce e querele in tribunale. Lasciamo al popolo decidere chi aveva ragione, se è vero o no che al potere si è piazzato un bel gruppo di soggetti “Uniti per Contrada Noce”!

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