C’era una volta il Civico Museo Archeologico “Tamburino Merlini” di Mineo

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Perché l’Amministrazione tiene chiuso un bene del Comune costato tanto denaro dei cittadini?

C’era una volta il Civico Museo Archeologico “Tamburino Merlini” di Mineo

Da ormai svariati mesi è scomparso uno dei piccoli tesori del paese. Anche se oggi abbiamo davanti uno spettacolo devastato e nauseante, in passato Mineo ha avuto tantissima storia, di cui è testimonianza il numeroso materiale di scavi che è stato conservato nel locale museo, sito in ambienti del Comune sul lato di Viale Rimembranza, con un bell’ingresso e targa in mostra che può vedere chi si trovi a visitare il paese.
Epperò non c’è giorno né orario che tenga: i forestieri troveranno sempre la porta sbarrata. Se magari pensano di chiedere lumi all’ufficio turistico, chissà che risposte ne potrebbero ricavare! Tutto chiuso, nessuno ne parla ma forse dopo il 4 dicembre si troverà il tempo per accorgersene. E intanto? Silenzio.
I soldi si sono spesi, o forse sprecati visto come stanno le cose attualmente. A che si deve la chiusura del museo? Lavori di restauro in corso non ce ne sono, gli ultimi sono stati fatti tempo fa, anche per rimediare a problemi prodotti dal primo intervento che a metà degli anni 2000 portò a inaugurare la nuova struttura espositiva. Il Museo Tamburino Merlini, insieme alla Casa Capuana, al Museo Etnoantropologico e Sismologico, alla Pinacoteca e a altri monumenti rimessi a posto, avrebbe dovuto comporre una dignitosa offerta turistica per visitatori appassionati di cultura e di bellezze del passato, rendendo il giusto merito alla plurimillenaria storia del paese che il mito lega al più famoso re dei Siculi, Ducezio.
Chi sono i responsabili dell’Ente, destinati a dirigere il Museo? Ne sa qualcosa il locale assessore alla Cultura? Se si va a vedere cosa dice il sito in rete del Comune, Come se niente fosse la pagina mostra foto dell’interno, parla di giorni e orari di apertura, informa sul costo dei biglietti,  ecc.  Forse che la struttura è stata dismessa per carenza di visitatori, così pochi da non giustificare i costi di gestione? Se è così, lo si dica apertamente! Oppure manca il personale per tenerlo in funzione? Di certo esistono delle normative sul numero minimo di custodi per luoghi aperti al pubblico e non si può improvvisare perché poi arrivano i problemi e qualcuno deve rispondere delle scelte sbagliate che ha fatto. Oppure il luogo è inagibile? Ci sono normative di sicurezza e quant’altro da rispettare, la prevenzione è fondamentale. Perciò va chiarito bene cosa sta mancando per il museo, se è la volontà o sono le risorse o qualche altro elemento fondamentale.
Quante scolaresche potevano salire a Mineo per visitare i reperti durante l’anno? Quanti progetti educativi si potevano fare in quelle sale, per insegnare ai più giovani l’amore, il rispetto e il valore delle cose antiche? O forse gli amministratori pensano che è meglio avere giovani teppisti che studenti?
Tante domande che non avranno risposta, ma intanto: testa ca nun parra

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